Una canzone di Abraham Marder
Se quelli dell'Academy capissero qualcosa di musica

Se quelli dell'Academy capissero qualcosa di musica

Quelli delle tre protagoniste del libro "L'autunno è l'ultima stagione dell'anno", che sarà presentato domani al Festival delle letterature migranti di Palermo

Cinque romanzi, tre saggi e due libri autobiografici scelti dai curatori della Book Review, il supplemento domenicale dedicato ai libri del quotidiano

Bellissima trasposizione a fumetti della vita di un grande matematico italiano misconosciuto, almeno in patria [Continua]

«Le cose finiscono perché è giusto che finiscano: per consunzione, abbandono – una volta in Argentina ho visto una città abbandonata – sommersione da liane o da over turismo. Poi quel pensiero: a cosa serve? Cosa fare di un cimitero abbandonato? Cosa può fare lui per noi? Chiedo a chiunque mi capiti a tiro. Un giardino di rose? Un campo di lavanda? Una macchina da soldi: lo affitti per le notti di Halloween. La gente impazzisce per Halloween. Su dalla Romagna verranno a centinaia, son gente che per divertirsi fa qualsiasi cosa. Metti musica da paura, candele e torce e a mezzanotte irrompi vestito da zombie»

Giorgio Boatti è andato in giro per campagne italiane, raccontando in un libro storie di un paese agricolo contemporaneo

Ormoni e altre sostanze mettono in subbuglio il cervello, ma non è solo questione di chimica

Sono stati recuperati 127 cadaveri ma i soccorritori dicono che ce ne sono molti altri nei pressi del relitto, e ci sono ancora decine di disperside

Massimo D'Alema parla delle primarie, di Alfano segretario del PdL, di Montezemolo, della propria antipatia - negandola - e di quando disegnò una svastica

Ovvero la condizione per cui non ci si "raffigurano" mentalmente pensieri e ricordi

L’afantasia, l’incapacità di generare immagini mentali, è da tempo una condizione dai confini incerti e molto dibattuta nelle neuroscienze

Secondo una psichiatra sopravvissuta a un atterraggio disastroso dovremmo cambiare approccio con il disturbo da stress post-traumatico

«All’inizio tutto è sperimentale, si fondono il desiderio di riscatto personale e la necessità di studiare per contribuire alle rivendicazioni collettive. Le classi si riempiono, prima di operai, e poi di disoccupati e di casalinghe, moltissimi sono i militanti. I corsi si moltiplicano, nella scuola pubblica, nelle università. Per molte donne le 150 ore diventano l’occasione per organizzare gruppi d’autocoscienza, per avvicinarsi a testi e pratiche femministe»
