vincenzo latronico

"Cosa significa perdere una guerra"

“Cosa significa perdere una guerra”

Fare cultura oggi in Italia significa in larghissima misura fare da mediatori, spiegatori, diffusori, traduttori di cultura prodotta in inglese, spiega Vincenzo Latronico

Il mio paese

Il mio paese

Vincenzo Latronico spiega perché lui e altri giovani italiani lo lasciano e vanno proprio in Germania

Aaron Swartz sarà importante

Aaron Swartz sarà importante

Vincenzo Latronico spiega sul Corriere della Sera perché le battaglie dell'attivista suicidatosi una settimana fa avranno vinto quando saranno dimenticate

Un paese vecchio, e fallito

Un paese vecchio, e fallito

Vincenzo Latronico spiega sul Corriere perché non è l'età a mettere in discussione le classi dirigenti italiane, ma i risultati

L’attualità nelle prove Invalsi

Che cosa dicono di noi gli esempi scelti per i test degli studenti, dalle energie rinnovabili alla birra trappista, secondo Vincenzo Latronico

Tra OCA e il MoMA

Tra OCA e il MoMA

C'è di mezzo il mare, dice Vincenzo Latronico commentando criticamente l'iniziativa "culturale" presentata dal comune di Milano dopo Macao

La morale di Mark Zuckerberg

La morale di Mark Zuckerberg

Vincenzo Latronico spiega perché, nel nostro interesse, non dovrebbe importarci della bontà d'animo del fondatore di Facebook (che oggi ha 28 anni)

I dischi volanti in Albania

I dischi volanti in Albania

Vincenzo Latronico racconta la grande truffa che travolse l'Albania nel 1997, intorno alla quale ruota un pezzo del suo romanzo

Del fare progetti

Come gli annoiati lettori di questi blog sanno, il titolare qui da anni riesce a concludere la lettura di pochissimi libri, per tutta una serie di ragioni. Meno ancora mi capita con quelli che tra questi si definiscono “romanzi”. Meno ancora con quelli tra i romanzi che superano le 300 pagine. Adesso mi è capitato di [...]

La cospirazione delle colombe

La cospirazione delle colombe

Il nuovo romanzo di Vincenzo Latronico parla di falchi e colombe, dei progetti che facciamo, dei fallimenti che subiamo, di Milano e di questi tempi