La prima ministra della Lettonia Evika Silina si è dimessa, per una crisi di governo causata dagli sconfinamenti dei droni ucraini

La prima ministra lettone Evika Silina a Cipro, 23 aprile 2026 (AP/Petros Karadjias)
La prima ministra lettone Evika Silina a Cipro, 23 aprile 2026 (AP/Petros Karadjias)

Giovedì la prima ministra della Lettonia Evika Silina, del partito di centrodestra Nuova Unità, si è dimessa. Mercoledì il suo governo aveva perso la maggioranza in parlamento perché un partito della coalizione che lo sosteneva, il Partito Progressista (di centrosinistra), gli aveva tolto il suo appoggio. Qualche giorno fa Silina aveva imposto le dimissioni del ministro della Difesa Andris Spruds, del Partito Progressista, accusato di non essere stato in grado di gestire alcuni sconfinamenti in Lettonia di droni ucraini provenienti dalla Russia, e questo aveva generato dissidi tra i due partiti.

Giovedì 7 maggio tre droni ucraini provenienti dalla Russia erano entrati in territorio lettone e uno di questi aveva colpito un impianto di stoccaggio del petrolio vuoto. Il mancato intercettamento dei droni e il ritardo con cui gli abitanti della zona erano stati avvisati del pericolo avevano attirato molte critiche, e Silina ne aveva incolpato Spruds. Il ministro era già stato criticato per un caso simile a marzo e ad aprile il parlamento era arrivato a votare su una mozione per la sua rimozione, che però era stata respinta.

La Lettonia confina con la Russia e il suo governo da tempo sostiene di esserne minacciato: per Silina il mancato abbattimento dei droni ha mostrato la debolezza e l’impreparazione delle difese lettoni, e per questo aveva poi nominato il colonnello dell’esercito Raivis Melnis come ministro della Difesa. Venerdì il presidente del paese Edgars Rinkevics incontrerà tutti i partiti per cercare di trovare il nuovo capo del governo. Le dimissioni di Silina sono state presentate pochi mesi prima della data prevista per le elezioni parlamentari nel paese, a ottobre.