L’impoverimento del lessico comporta un decadimento cognitivo?
È quello che sostiene un testo molto condiviso sui social, che Vera Gheno mette in discussione nella nuova puntata di Amare Parole

È quello che sostiene un testo molto condiviso sui social, che Vera Gheno mette in discussione nella nuova puntata di Amare Parole

Dal 26 marzo tutte le domeniche, con Vera Gheno: per parlare di parole e di come le usiamo

Era Carolina Invernizio, autrice di romanzi d'appendice di fine Ottocento, che Vera Gheno ha inserito in una nuova antologia di scrittrici

"EROSive. La differenza è erotica": il controcanto che da Verona vuole rispondere ai festival di #tuttimaschi [Continua]

La linguista Vera Gheno sostiene che le discussioni sulla lingua che cambia fanno bene in ogni caso, al contrario degli «arrocchi sdegnosi»

Domani inizia un nuovo ciclo di incontri online del Post, su come si passa dall'idea di un podcast alla sua pubblicazione: le iscrizioni chiudono oggi

Su come si pensano, si progettano e si registrano: dal 15 maggio, in diretta streaming o in differita

L’attitudine a darsi del tu e chiamarsi per nome più spesso che in passato non implica che sia sempre appropriato e inoffensivo farlo

Un po' di numeri dalle classifiche dell'anno appena finito, per farsi un'idea e trovare sorprese e conferme

Un abbonamento, fatto bene

Il suo prezzo non aumenta, ma darà anzi accesso ad altri apprezzati podcast e newsletter: Globo, Ci vuole una scienza, Amare parole e Charlie

La linguista Beatrice Cristalli spiega ai meno giovani queste e altre espressioni relativamente nuove, nel suo “Dizionario per boomer”

Per il sesto anno, dal 20 al 22 settembre (con una piccola anticipazione il 19, lì vicino): i biglietti saranno prenotabili da venerdì, con le consuete agevolazioni per abbonate e abbonati

Il 20, 21 e 22 settembre, con la redazione del Post e tanti ospiti e amici: tenetevi liberi

Il 22 e il 23 giugno a Novara, per fare giornalismo dal vivo e parlare di come vanno le cose: con la redazione del Post e con ospiti e amici

«In un articolo pubblicato sull’“Unità” il 29 maggio 1989, Ginzburg cita Wittgenstein e fa una serie di esempi: da una parte ci sono “non vedente”, “non udente”, “anziano”, “colf”, “operatore ecologico”, “persona di colore”; dall’altra: “cieco”, “sordo”, “vecchio”, “donna di servizio”, “spazzino”, “negro”. Le prime sono parole-cadaveri, le seconde parole della realtà. Quell’articolo è stato usato più volte proprio dai critici del politicamente corretto. Ma la citazione è immaginaria»

Tutti i giorni del weekend, con molti appuntamenti e allo spazio di Iperborea, crocevia dei padiglioni

Cioè posticcio e molto impostato, anche nelle interviste delle persone comuni: ma nessuno parlava davvero così

È una parola che si è diffusa da poco, e sta cambiando la nostra percezione del fenomeno della violenza maschile sulle donne
