Vendere l’ex ILVA di Taranto è una missione quasi impossibile
Per i motivi che si possono immaginare, legati ai conclamati danni ambientali, ma anche per altri meno scontati

Per i motivi che si possono immaginare, legati ai conclamati danni ambientali, ma anche per altri meno scontati

In una bizzarra telefonata Paolo Zampolli ha detto che Salvini è uno «smart guy», ha chiamato Tajani «Tagliatella» e ha detto che è ora che Meloni molli Zelensky


«Sarà dunque, quella del 15 marzo, la piazza di quelli che non ne hanno idea. Eppure vogliono fare qualcosa»

È un borgo ligure che rivendica una fantomatica indipendenza, ma nonostante una bandiera, un inno e una principessa la legge è quella italiana

Ci si mette tantissimo a muoversi sulla costa ionica della Calabria, ci si mette tantissimo a migliorare la vecchia strada

«Mi inchino a tutti loro, ai morti ma non santi, ai nonni contadini e operai, ai comunisti, agli anarchici, ai mazziniani, ai loggionisti innamorati, ai contadini ribelli, agli analfabeti puntigliosi, ai parroci sbalorditi e agli ufficiali di anagrafe presi alla sprovvista: dovevano fronteggiare la sovversione fattasi Nome»

«Mi è difficile, quasi mezzo secolo dopo, ricordare nitidamente la conversazione. Ma il nocciolo della questione lo ricordo bene. Claudio Pica da Trastevere era sì furibondo; ma soprattutto ferito dal mio riferimento ai gemelli “grossi come dischi volanti”. Mi piace riassumere il breve discorso che il Reuccio mi fece, seduti uno di fronte all’altro nella saletta della portineria dell’Unità di Milano, mentre il custode Giuseppe, con la coda dell’occhio, vegliava sulla mia incolumità: “Non me ne frega niente se non ti piace come canto. Ma non ti perdono di avermi preso per il culo per i miei gemelli sull’Unità, il giornale del popolo"»


E perché un poliziotto che controlla l'accesso a un ascensore ha un ruolo più delicato di quanto possa sembrare

«È morto vent’anni fa e sono fortunato perché, quando ce n'è stata l’occasione, non l’ho avvicinato, così adesso posso leggerlo dalla distanza che annulla il confine tra vivi e morti. Lo stesso sentimento che avverto ogni volta che torno e passo attraverso i luoghi che ho imparato con le poesie e che cambiano di mese in mese, eppure qualcosa resta. Resta via San Gregorio com’era, resta il neon di un’edicola di via Crescenzago di una poesia di De Angelis, resta il dialetto da masticare di Franco Loi, resta la via dove Pagliarani si copriva la faccia col giornale, resta San Siro a piedi di Vittorio Sereni, restano le corsie d’ospedale che racconta Raboni di quando andava a trovare Cattafi. Resta la possibilità di fingere, per cui salgo sul 9, m’invento che il numero sia preceduto da un 2 e seguo un po’ di quel percorso, una volta scendo in viale Monte Nero, altre poco più avanti, altre mi spingo fin dopo Porta Venezia sperando di sfiorare il tram che procede in senso opposto»


A dieci mesi con pena sospesa: è stato giudicato con rito abbreviato, mentre gli altri due che parteciparono al pestaggio, con calci e bastonate, sono stati rinviati a giudizio

I giudici della Corte d'Appello di Brescia non hanno accolto la richiesta di revisione del processo: hanno deciso che le prove presentate dagli avvocati di Olindo Romano e Rosa Bazzi non sono nuove




Medici e infermieri potranno accenderle in caso di necessità e i video potranno poi essere acquisiti per eventuali indagini

Gli avvocati hanno provato a convincere i giudici della Corte d'Appello di Brescia che ci sono nuove prove: il 10 luglio si saprà se la richiesta di revisione del processo sarà accolta oppure no
