Lorenzo Casini, capo di gabinetto del ministero della Cultura, è il nuovo presidente della Serie A


E lui si sta abituando a mettersi in posa come gli sportivi che si presentano a una nuova squadra, con sorrisi più o meno naturali

Molti hanno confermato la loro contrarietà al progetto, mentre Real Madrid e Barcellona parlano di «opportunità storica»

Grazie al pareggio contro l'Udinese ha infine vinto lo Scudetto, con cinque giornate di anticipo e per la terza volta nella sua storia

C'entra una discrepanza fra le norme approvate dal governo e la giustizia sportiva: le cose potrebbero cambiare fra qualche giorno

Tra ritardi nelle produzioni e difficoltà economiche degli sponsor, ne mancano diverse e alcune non sono ancora in vendita

Luciano Spalletti è l'unico vero candidato, ma una questione contrattuale che ancora lo lega al Napoli sta complicando le trattative


Dieci anni fa morì la personalità più famosa nella storia italiana di uno spettacolo che interessa sempre meno

L'ultima partita di Serie A di oggi, a cui il Napoli arriva dopo aver fatto due punti in tre giornate


In un periodo fitto di impegni e decisioni da prendere, i club non riescono a eleggere un presidente e litigano con la FIGC (e di mezzo ci va anche la Nazionale)

Il sito Business Insider ha pubblicato una registrazione che aggiunge dubbi alla validità dell'elezione, oltre a dare una pessima immagine dell'assemblea della Lega

Il piano con maxi schermi, divieti e aree pedonali è quasi pronto, nonostante la scaramanzia

Dopo tre mesi di campionato è una squadra irriconoscibile, demotivata dalle liti con la dirigenza, settima in classifica a 15 punti dal primo posto

Una squadra senza grandi campioni che ha vinto lo Scudetto con un mese di anticipo dopo aver battuto 5-1 la Juventus, ma anche 4-1 il Liverpool e 6-1 l’Ajax ad Amsterdam

Il caso di Juve-Napoli ha fatto emergere un conflitto tra il protocollo della Serie A e i provvedimenti delle autorità sanitarie che può compromettere il campionato

Di nuovo ha vinto lo Scudetto al primo anno, puntando su un'organizzazione marziale che consente ai calciatori di spingersi oltre le aspettative

Le cosiddette "multiproprietà" convengono a chi ne fa parte, ma fino a un certo punto, soprattutto per le squadre più piccole
