Israele dice di essere disposto a prolungare la tregua
Di altri cinque giorni dopo i sei finora concordati: Hamas non ha ancora commentato

Di altri cinque giorni dopo i sei finora concordati: Hamas non ha ancora commentato

Dopo una giornata di negoziati piuttosto intensi: questo significa che ci saranno altri scambi tra ostaggi e prigionieri

Sulla base della tregua di quattro giorni concordata con Israele, che a sua volta ha rilasciato 39 detenuti palestinesi

I negoziati sono iniziati poco dopo l'inizio della guerra, ma per mettere d'accordo le parti ci è voluto un mese e mezzo e lo sforzo diplomatico di diversi paesi

I combattimenti verranno interrotti per quattro giorni a partire dalle 7 locali, e ci sarà uno scambio reciproco di ostaggi e prigionieri


Dovrebbe prevedere la sospensione dei combattimenti per alcuni giorni e il rilascio reciproco di detenuti e prigionieri

Il ministero della Salute della Striscia e i membri dello staff hanno accusato Israele di aver bombardato la struttura e ucciso 12 persone


Israele ha presentato prove della presenza di Hamas, non sufficienti a dimostrare l'esistenza di un grosso centro di comando militare

L'esercito ha diffuso un video che mostrerebbe i miliziani portare nella struttura due ostaggi, e un altro in cui si vede parte di un tunnel

Con a bordo una ventina di persone: il gruppo ha detto che la nave è israeliana, ma in realtà è gestita da una società giapponese


Sarebbe la prima prova della presenza di una possibile rete sotterranea di Hamas nella struttura


Armi, munizioni e computer: ma per ora nessun miliziano di Hamas e nessuna prova della presenza di tunnel sotterranei

È la prima risoluzione approvata dall'inizio della guerra a Gaza, dopo quattro tentativi falliti: Stati Uniti, Regno Unito e Russia si sono astenuti

E ha detto di averci trovato un «centro di comando operativo» di Hamas e armi

Da giorni i combattimenti si concentrano attorno all'ospedale, che secondo l'esercito israeliano nasconderebbe nei sotterranei la base operativa di Hamas

Sono diventati immigrati irregolari, ma non possono rientrare nella Striscia: molti vivono in campi profughi e centri di detenzione
