
Susan Monarez
La piccola radio che animò la cultura alternativa di Sarajevo durante l’assedio
Sotto le bombe e i cecchini, Radio Zid contribuì a preservare un'idea di città aperta e tollerante

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Non volevo essere Britney Spears
«Nel 1999, quando “...Baby One More Time” fu il disco più venduto, avevo i capelli rasati e cacciavo lucertole col mio vicino di casa. Stavo rifiutando il suo modello di femminilità o cercavo di aderire a quello maschile?»

Le richieste di escludere Israele dallo sport internazionale
Finora non hanno avuto alcun seguito, ma forse qualcosa sta cambiando: per la prima volta ne ha parlato un commissario europeo

Ma quanto sono strazianti i vecchi filmini?
«Il nodo allo stomaco era sempre lì. Rivedevo la loro, la nostra vita scivolare muta, tutti noi nello spazio come se lo stessimo occupando in questo momento. I ricordi mi venivano addosso»

In guerra a volte si legge di più
«Tra i titoli di maggiore successo in Gran Bretagna nei primi mesi della Seconda guerra mondiale c’era il libro scritto da una filosofa oggi dimenticata, ma che bisognerebbe ricordare: Susan Stebbing. All’uscita, nel 1939, "Thinking to Some Purpose" era stato ignorato. Divenne un bestseller in poco tempo perché sembrò particolarmente adatto per affrontare quello che stava accadendo. Secondo l’autrice per difendere la democrazia in Europa bisognava imparare a pensare in modo chiaro»

La foto di soli uomini alla riunione della squadra di Merz, probabile prossimo cancelliere tedesco

Chi è Mikey Madison
Ha vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista con il suo primo grande ruolo per “Anora”, ma in questi anni si era già fatta notare

Il ruolo degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina, raccontato dal New York Times
Un lungo articolo ha descritto come funzionava il profondo coinvolgimento dell'amministrazione di Joe Biden, tra scontri interni, errori e “linee rosse” violate

Il problema della Germania con il mondo ebraico
«Deborah Feldman, autrice di “Unorthodox”, sostiene che in Germania l’ebreo perfetto, l’ebreo feticcio, sia colui che aderisce senza sbavature al modello di identità eretto sui due pilastri riconducibili alla colpa tedesca: la Shoah e Israele»

Convivere con l’acufene (e esserne quasi felici)
«È come se un filtro si fosse rotto e il cervello non fosse più in grado di mettere a tacere quella cacofonia che il nostro corpo produce in continuazione»

Kieran Culkin ora è il Culkin famoso
Con il suo ruolo in "Succession" e poi la candidatura all'Oscar, ha dimostrato di essere molto di più del fratello di Kevin di "Mamma, ho perso l'aereo"

Muoiono più celebrità di prima?
È un dubbio ricorrente: i dati dicono di sì, ma c’entra anche un’evoluzione del nostro modo di definire la fama e del nostro rapporto con chi la ottiene

È morta la femminista portoghese Maria Teresa Horta
Era l'ultima delle "tre Marie" autrici di "Le nuove lettere portoghesi", libro che contribuì a far cadere la dittatura di Salazar negli anni Settanta

Chi si ricorda di Shere Hite?
«“Il rapporto Hite”, il libro che la rese famosa, è un’inchiesta sulla sessualità femminile, lunga oltre cinquecento pagine e a cui partecipò un numero incredibile di donne. Tra le domande si trovano: “Hai orgasmi?”, “Che importanza ha la masturbazione?”, “Provi mai dolore?”. Fu un immediato successo, anche se fu oggetto di una vera persecuzione mediatica»

Trump ha scelto Robert Kennedy Jr. come segretario alla Salute
Cioè uno dei principali esponenti del movimento antivaccinista che sostiene anche varie teorie antiscientifiche

È morta a 56 anni Susan Wojcicki, l’ex amministratrice delegata di YouTube

Kamala Harris è diventata più cupa
Nell'ultima settimana ha attaccato duramente Donald Trump, parlando dei pericoli per la democrazia e abbandonando in parte la strategia comunicativa ironica dei primi tempi: c'entrano anche i sondaggi

Celebripost
Zendaya a Wimbledon, Matteo Renzi ed Elly Schlein che giocano a calcio, Matthew McConaughey, Susan Sarandon e i Blur

«Esco, serve niente?»
«E dunque spesso rimugino su quanto leggera, forse vacua, sia la mia pretesa di uscire ogni mattina. Un poco mi sento in colpa. A volte penso che, nel cumulo di ore spese, lungo la vita, a cazzeggiare in giro per la strada, avrei potuto scrivere l’Iliade, ammesso di avere un talento omerico»









