Medici Senza Frontiere ha sospeso le proprie attività nella capitale di Haiti a causa degli scontri tra le bande criminali

Sfollati a Port-au-Prince, Haiti, 11 maggio 2026 (AP Photo/Odelyn Joseph)
Sfollati a Port-au-Prince, Haiti, 11 maggio 2026 (AP Photo/Odelyn Joseph)

Lunedì l’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere ha detto di aver deciso di sospendere per ragioni di sicurezza le proprie attività nell’ospedale di Cité Soleil, uno dei quartieri più poveri di Port-au-Prince, la capitale di Haiti. Nel fine settimana ci sono stati nuovi scontri tra bande criminali rivali, che hanno portato circa 800 persone a cercare rifugio nell’istituto. La capa missione di MSF ad Haiti Davina Hayles ha detto che in 12 ore più di 40 persone sono state ricoverate per ferite d’arma da fuoco, e che è stata colpita anche una guardia che si trovava all’interno dell’ospedale. Anche un altro ospedale è stato costretto a evacuare pazienti, lasciando l’area senza ospedali attivi.

La situazione a Haiti è disastrosa da tempo. Il 90 per cento della capitale e ampie parti del paese sono sotto il controllo di bande criminali molto violente, che regolarmente si scontrano tra loro o compiono crimini contro i civili. Secondo le Nazioni Unite più di 1,4 milioni di persone sono sfollate. Nel paese non c’è un vero e proprio governo dal 2021, e a febbraio è scaduto il mandato di quello provvisorio, il Consiglio nazionale di transizione. Non si tengono elezioni da dieci anni ed è difficile che riusciranno a essere organizzate a breve. A settembre del 2025 le Nazioni Unite avevano autorizzato l’invio di altri 5.550 soldati con compiti di peacekeeping per appoggiare le forze di sicurezza locali, oltre a quelli già presenti. I primi, dal Ciad, sono arrivati ad aprile.

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