Secondo gli exit poll la coalizione di Benjamin Netanyahu è avanti nelle elezioni in Israele
E sarebbe a un solo seggio di distanza dalla maggioranza assoluta nella Knesset

E sarebbe a un solo seggio di distanza dalla maggioranza assoluta nella Knesset

Si chiama Itamar Ben-Gvir ed è un avvocato noto per le sue posizioni violente e razziste


Il primo ministro uscente e i suoi alleati nella destra israeliana sono arrivati a 55 seggi su 120, e si parla già di un governo di unità nazionale

Il Likud e i suoi alleati nella destra israeliana sono dati a 56 seggi su 120, mentre i centristi di "Blu e Bianco" saranno probabilmente il primo partito

Sono le terze elezioni in un anno, e non è detto che vadano a finire diversamente

Dalle ultime tre elezioni in due anni non sono usciti governi stabili: e anche stavolta sarà complicato, nonostante la campagna vaccinale di successo


Nessuno ha abbastanza seggi per sostenere un governo: Netanyahu ha proposto un governo di unità nazionale


Per la seconda volta in pochi mesi, a causa del litigio fra due partiti nella coalizione di Netanyahu


Storia di Tzipi Livni, delle sue idee di sinistra quando tutta la politica israeliana andava a destra, e di un ritiro che era nell'aria da un po'

Il leader centrista Benny Gantz non è riuscito a trovare il sostegno necessario per formare un governo, e un nuovo voto sembra inevitabile

I due principali avversari del primo ministro Netanyahu, i centristi Benny Gantz e Yair Lapid, hanno annunciato che fonderanno i loro partiti e si presenteranno insieme

È stato fondato dal popolare ex capo dell'esercito Benny Gantz, e a lungo termine potrebbe impensierire quello di Netanyahu

Dopo averle rinviate più volte, oggi si tengono le elezioni amministrative: ma solo in Cisgiordania, e i candidati provengono quasi esclusivamente da Fatah

I risultati delle elezioni in Israele hanno smentito sondaggi ed exit poll: il Likud ha ottenuto almeno 29 seggi, il primo ministro uscente potrà formare un governo di coalizione

Non Israele e gli Stati Uniti, incapaci di gestire un solido processo di pace, ma nemmeno le stesse autorità palestinesi, spaventate dalle possibili conseguenze di nuove elezioni
