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  • lunedì 7 Maggio 2012

Le elezioni anticipate in Israele

Oramai sembrano certe, si dovrebbe votare il 4 settembre: Netanyahu vuole un governo più stabile e una campagna elettorale più breve

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo partito di centrodestra Likud hanno scelto di andare ad elezioni anticipate. Lo ha deciso oggi il Consiglio dei ministri, che ha già fissato la data delle nuove probabili elezioni: 4 settembre 2012. Questa data, tuttavia, dovrà essere confermata dalla Knesset, il Parlamento israeliano.

Netanyahu ha annunciato nuove elezioni perché la sua coalizione di governo da tempo non è più stabile: ha detto che continuando così l’ultimo anno e mezzo che resta dell’attuale legislatura sarebbe caratterizzato da litigi e tensioni che limiterebbero l’azione di governo. Quello di Netanyahu, tuttavia, sembra anche un calcolo politico, per cercare di non perdere il consenso di qui alla fine del 2013 e soprattutto per tentare di avere più peso nella politica israeliana e soprattutto in quella internazionale grazie a una coalizione nuova e più stabile.

Netanyahu paga l’alleanza con il partito di estrema destra Yisrael Beiteinu, guidato dall’attuale ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, e con il partito ultraortodosso Shas, che gli hanno creato non pochi problemi. Ci sono disaccordi all’interno della coalizione sulla spesa pubblica, sulle costruzioni illegali e impunite dei coloni in Cisgiordania (che tra l’altro hanno portato alla rottura con i laburisti) e sulle concessioni agli ultraortodossi.

Proprio una di queste concessioni agli ultraortodossi ha rappresentato l’ultimo problema di Netanyahu, cioè la cosiddetta Legge Tal (dall’ex giudice della Corte Suprema Tzvi Tal che ha capeggiato la relativa commissione nel 1999). La legge esonera gli studenti ultraortodossi dal servizio militare, che in Israele obbligatorio per tutti. Lo scorso febbraio questa legge era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema israeliana ma la Knesset non è riuscita ancora a modificarla e ora è diventata una questione politica di grande rilevanza. Il partito di centro Kadima, che alle elezioni legislative del 2009 ha ottenuto il maggior numero di voti (il 22,47 per cento, ossia 28 seggi in Parlamento), ha detto di essere a favore delle elezioni anticipate ma non approverà lo scioglimento della Knesset finché non verrà modificata la Legge Tal.

Anche le elezioni del 2009 erano state anticipate dopo le dimissioni del premier Ehud Olmert, accusato di corruzione, e per via dell’incapacità di Livni di formare un nuovo governo. Secondo gli ultimi sondaggi, il Likud di Netanyahu dovrebbe vincere le elezioni e ottenere circa 30 seggi su 120 alla Knesset (oggi ne ha 27). Da partito di maggioranza  potrebbe formare agevolmente una nuova coalizione, che questa volta potrebbe spostarsi più verso il centro che a destra. I laburisti e Kadima, infatti, potrebbero formare un governo di coalizione proprio con il Likud. Kadima, tuttavia, non è più guidato da Tzipi Livni ma dall’ex ministro della Difesa Shaul Mofaz, che lo scorso marzo ha vinto le primarie per la leadership del partito.

nella foto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu (AP/Ariel Schalit)