Un’altra canzone degli Everything but the girl
Una reunion senza essersi mai lasciati

Una reunion senza essersi mai lasciati

E uno specchietto per noi allodole

Nel peggiore dei casi è bella da canticchiare

E le solite coincidenze, quasi

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»

Quando andava ancora forte il rock

Pedro Pascal con la sorella Lux, Jessica Alba, Billy Bob Thornton, Mike Tyson e un po' di cantanti

E darsi ancora una chance, malgrado tutto

Non avendo idea di cosa fossero dei "broccati argento"

Incontri tra vecchi amori

Con similitudini e questioni di famiglia

Ma i discorsi se li porta via il vento

E imparare il sesso dagli inglesi

E buone compagnie del liceo

«Il videoclip dei Bronski Beat (trio dichiaratamente omosessuale) metteva in scena un ragazzo normale, timido, dimesso, che doveva affrontare le sfide, talvolta tremende, della vita. Segnò un punto di svolta. Diceva che le cose stavano cambiando e che non era più così necessario nascondersi e, forse, neppure esibirsi. Era la prima clip ad affrontare l’argomento con tale chiarezza e l’impatto sulla comunità LGBT mondiale fu enorme»

Fatiche e bellezze

Le cose capitano per caso

E vecchi giochini con le canzoni

E noi nei negozi di dischi di “Alta fedeltà”
