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L’ultima guerra del soldato Bandit

«All’inizio della guerra si era arruolato per sostenere la causa dell’Ucraina aggredita dalle truppe russe, ma ora dice di combattere soltanto per i suoi commilitoni. Essendo un combattente straniero, ha un contratto di sei mesi che può non rinnovare, a differenza dei soldati di nazionalità ucraina. “A Kupiansk ho perso quasi tutta la mia vecchia squadra”, dice. “O sono morti o sono stati feriti gravemente. Non è facile superare tutto questo, ma non posso abbandonare i miei compagni. In guerra devi mettere in conto che non tutti ce la faranno. Ormai ho imparato a conviverci. Sono venticinque anni che faccio questo lavoro”»

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«Anche se mancava poco al tramonto siamo andati a Podoly, un villaggio quasi completamente deserto al di là del fiume Oskil. Quando siamo arrivati, Alina stava spargendo mangime alle galline. È anziana, ci racconta che viveva dall’altro lato della strada in un palazzo distrutto da due missili: "Io e mio marito Viktor ci siamo trasferiti qui, nella nostra casa estiva, dove abbiamo una stalla e un pollaio. Ma tutti gli altri inquilini se ne sono andati, come quasi tutti gli abitanti di Podoly"»

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29/2