C’è un notiziario in italiano sulla radio pubblica della Somalia
È il frutto di un accordo tra l'ambasciata italiana e il governo somalo, e dovrebbe promuovere la cultura e la lingua italiane

È il frutto di un accordo tra l'ambasciata italiana e il governo somalo, e dovrebbe promuovere la cultura e la lingua italiane

«L’ambasciatore della cultura italiana in Giappone è Girolamo Panzetta, che da “lettore” del corso di lingua in televisione è poi approdato ai programmi di varietà e a campagne pubblicitarie per prodotti legati più o meno all'Italia e ai suoi frutti. Pizza surgelata, crostini alla pancetta, prosciutto del supermercato, caffè in lattina. Ma anche birra giapponese, compagnie telefoniche, rasoi, saloni di depilazione e molto altro. Come si può immaginare, tra i connazionali il personaggio provoca raramente simpatia, più frequentemente fastidio, imbarazzo e in qualche caso malcelato odio»



Nell'italiano che si parla nei programmi e nei video di cucina le cose non si fanno, si “vanno a fare”: come mai?

Cioè posticcio e molto impostato, anche nelle interviste delle persone comuni: ma nessuno parlava davvero così

I talebani hanno colpito una base militare italiana in Afghanistan e altri edifici vicini uccidendo quattro persone: i video

Ora che i rapporti fra Occidente e Russia sono molto tesi, il centrodestra parla spesso di un importante incontro avvenuto nel 2002 in una base militare italiana

Ha come base una canzone dance italiana degli anni Novanta, e parla di un attaccante nordirlandese che gioca nella Serie C inglese

È iniziata la 38esima spedizione italiana: presto i 12 ricercatori che sono isolati nella base Concordia riceveranno il cambio

Oltre al primo messaggio della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, c'è stato un attacco a una base italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno

La linguista Vera Gheno sostiene che le discussioni sulla lingua che cambia fanno bene in ogni caso, al contrario degli «arrocchi sdegnosi»

«Nascosto negli interstizi della nostra parlata quotidiana, il dialetto resiste, anche se inespresso e dimenticato, a rappresentare un antico nucleo incandescente che cova sotto la cenere, e forse sotto ogni lingua. Ogni tanto viene a galla intorbidando l’italiano, addensando grumi di senso, increspando la superficie levigata della lingua che usiamo, per poi tornare a depositarsi sul fondo come una bestiola acquattata, e qui dorme finché qualcosa non la sveglia di nuovo»

Catalogo di pigrizie linguistiche e cliché da calcio in tv («se ci esprimessimo così sul lavoro chi ci ascolta ci chiederebbe se ci ha dato di volta il cervello»)

Le case editrici italiane stanno riflettendo su come usare (e come no) il termine razzista con cui venivano descritte le persone nere


«Il nostro fortunato bilinguismo di partenza minaccia di essere travolto da un ibrido approssimativo, più spiccio, più incolto e molto poco promettente. Potremmo definirlo italiesco: non più romanesco (o veneto, siciliano, ligure…) ma parecchio distante dall’italiano. Ha aggravato la situazione l’ascesa al potere di Giorgia Meloni e del suo gruppo di amici. Sarebbe anche pittoresco, non fosse che l’italiesco, quell’idioma di gruppo, è diventato la lingua che governa il nostro Paese»

A sud di Damasco, dove si trovavano uomini e armi iraniane: è l'ennesimo episodio di tensione tra i due paesi

