Il più prolifico critico musicale dell’internet italiana
Da trent'anni l'informatico italiano Piero Scaruffi recensisce dischi sul sito che porta il suo nome, con un approccio e un gusto a cui è difficile rimanere indifferenti

Da trent'anni l'informatico italiano Piero Scaruffi recensisce dischi sul sito che porta il suo nome, con un approccio e un gusto a cui è difficile rimanere indifferenti

È un film imbottito di scene madri, ma la più famosa non è stata girata: nel buio della sala di proiezione, mentre guarda i giornalieri [Continua]

«È come partecipare a un gioco che non prevede vincitori: quello che la sociologia chiama “ascensore sociale” è fermo, almeno qui in Italia, da qualche anno»

«La ricostruzione di Portobello fatta da Bellocchio è impietosa. Quasi feroce: ma, temo, lucida. Un Paese di casi umani, di vicende strappalacrime, di limitata ragione e di illimitata emotività»

Secondo il Financial Times i conti del libro di economia più venduto dell'anno sono sballati e forse le disuguaglianze non stanno aumentando

La campagna di promozione di un carattere tipografico pensato per la città è stata incentrata sulla libertà di espressione, che a Dubai non è proprio di casa

Si va in giro con gli sci e gli snowboard, oppure si fa jogging e si gioca a football, nonostante la tempesta: ma principalmente si spala

Come in altre città canadesi è un settore iper competitivo e infiltrato dalla criminalità organizzata, fatto di corruzione e intimidazioni




Nel 1964 aveva vinto l'Oscar per Hud il selvaggio con Paul Newman

Danno del "selvaggio" agli avversari di Israele e dopo molte contestazioni e proteste la società dei trasporti pubblici ha deciso di non rimuoverli

Che era nato cento anni fa, fu perseguitato per "attività antiamericane" negli anni Cinquanta, e fece "Hud il selvaggio" e "La lunga estate calda", tra gli altri

«L’Italia non fa assolutamente nulla per valorizzare il cinema del suo passato. L’estrema difficoltà oggi nell’organizzare una retrospettiva completa è figlia di una storica sottovalutazione. A metà anni Settanta l’avvento selvaggio delle tv private fece fallire gran parte dei distributori italiani. I diritti dei vecchi film furono messi all’asta e acquistati per poche lire da pochi imprenditori all’epoca considerati quasi malati di mente. Il risultato è che oggi, spesso, per proiettare un film o uno spezzone ci si sentono chiedere cifre assurde o si risale a società non più reperibili, perché non esistono più»

Un sacco di cose poco rassicuranti, racconta il velista Ambrogio Beccaria nel libro “Mare selvaggio”, scritto con Matteo Caccia

Un nuovo canale tv comincia le trasmissioni stasera: trasmette dall'Albania per contenere i costi e ha assunto un mucchio di vecchie glorie

Un mucchio di film, soprattutto due, oppure i talk show del giovedì con Renzi che va da Del Debbio

Le cose da sapere per chi ha intenzione di dormire poco e ascoltare un mucchio di persone che ripetono "aspettiamo i dati reali"
