Un esempio di "Dubai Font" durante l'evento di presentazione del carattere, sviluppato da Microsoft per la città, il 30 aprile 2017 (STRINGER/AFP/Getty Images) Restrizioni
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Dubai ha creato un font, e un mucchio di polemiche

La campagna di promozione di un carattere tipografico pensato per la città è stata incentrata sulla libertà di espressione, che a Dubai non è proprio di casa

di Adam Taylor – The Washington Post
Un esempio di "Dubai Font" durante l'evento di presentazione del carattere, sviluppato da Microsoft per la città, il 30 aprile 2017 (STRINGER/AFP/Getty Images) Restrizioni

Dubai ha un grande annuncio da fare: la città ora ha il suo font tipografico, il nuovo “Dubai font”, che integra l’alfabeto arabo con quello romano e sarà disponibile in 23 lingue. Il carattere sarà presto usato dal governo di Dubai per tutta la corrispondenza ufficiale, ha detto domenica il principe di Dubai, lo sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid al Maktoum, durante un evento.

Per la sempre più ambiziosa Dubai, il font sembra essere una conquista relativamente minore. La città più grande degli Emirati Arabi Uniti è da tempo conosciuta per i suoi grandiosi progetti edilizi, tra cui l‘edificio più alto e la più grande stazione sciistica al chiuso del mondo. L’anno scorso Dubai aveva anche annunciato dei piani per realizzare una città completamente rinnovata, costruita intorno l’affascinante tema della “felicità”.

Le lodi per il “Dubai Font” però, sono state accompagnate anche da una critica pungente verso gli Emirati Arabi Uniti. Le lamentele non hanno niente a che vedere con lo stile del font. I critici si sono concentrati sul linguaggio usato per promuovere il carattere, incentrato sulla libertà di espressione. «L’espressione non conosce confini né limiti», dice un video che lo promuove. «L’espressione è forza e libertà. Definisce chi sei». Gli utenti dei social network vengono incoraggiati a pubblicizzare il font usando l’hashtag “#expressyou”.

Dubai e gli Emirati Arabi Uniti, tuttavia, non sono famosi per la libertà di espressione. Per usare le parole di Liam Stack, un giornalista del New York Times che si occupa di Medio Oriente: «Ci sono parecchie limitazioni e vincoli alla libertà di espressione a Dubai e in tutti gli Emirati Arabi Uniti, dove i mezzi d’informazione vengono censurati per eliminare le critiche al governo o alla coalizione di famiglie reali che lo controllano». Parlando del nuovo font, BBC ha sottolineato come gli Emirati Arabi Uniti «siano stati criticati per le restrizioni alla libertà di espressione».

Diverse organizzazioni non-governative internazionali descrivono il paese come un posto in cui esercitare la libertà di espressione può essere pericoloso. Freedom House classifica il paese come “non libero”, attribuendogli il secondo punteggio più basso per quanto riguarda sia i diritti politici che quelli civili. Secondo Amnesty International, le autorità degli Emirati «limitano in modo arbitrario i diritti di libertà di espressione e associazione», mentre chi critica il governo va incontro all’incarcerazione e forse addirittura a torture e altri abusi, ha scritto Human Rights Watch nel suo rapporto annuale del 2017.

Su Twitter Kenneth Roth e Andrew Stroehlein, rispettivamente direttore esecutivo e direttore per i media in Europa di Human Rights Watch, hanno criticato il modo in cui il “Dubai Font” è stato presentato.

Anche altri utenti del social network si sono uniti alle critiche, evidenziando casi in cui esercitare il diritto alla libertà di espressione potrebbe aver portato all’incarcerazione di diversi residenti degli Emirati.

Una critica più superficiale ha fatto notare come non fosse vero che Dubai sia la prima città ad avere un suo font, contrariamente a come invece è stato descritto: altre città, tra cui Amman in Giordania, ne hanno uno. Sembra invece che Dubai sia la prima città ad avere un suo font Microsoft.

Secondo i suoi sostenitori, il “Dubai Font” è un ottimo modo per dare un’immagine alla città, caratterizzandola in questo modo come un posto all’avanguardia nel campo del design e della tecnologia. Le reazioni negative sottolineano però anche le contraddizioni di Dubai, oltre al suo lato oscuro.

L’Ufficio media del governo di Dubai non ha risposto a una richiesta di commenti del Washington Post.

© 2017 – The Washington Post