Scuoti quella fronda di ciliegio
«È ottimo anche come legna da ardere. È duro e pesante (quasi quanto la quercia) e dunque se cade su un piede può fare molto male»

«È ottimo anche come legna da ardere. È duro e pesante (quasi quanto la quercia) e dunque se cade su un piede può fare molto male»

Nella rivista che l'ha pubblicato ci sono state discussioni e dimissioni, per via della popolarità che potrebbe far guadagnare al partito di estrema destra

«Nella seconda metà del ventesimo secolo, si riusciva a capire con un solo sguardo chi aveva il potere: la persona nel corner office, la stanza angolare. Oggi quell’emblema sta morendo. All’apparenza il nuovo ufficio post pandemico e post smart working è fluido ed egalitario con spazi identici e indifferenziati, dove niente appartiene a nessuno ma tutto a tutti. A leggere i dati non è facile farsi un quadro chiaro. Il sospetto è che dalla pandemia siano cambiate molte cose, soprattutto lo storytelling con cui sono raccontate. In Italia dal 2004 l’andamento delle compravendite di uffici è stato in costante discesa fino al 2015 quando è tornato a crescere, soprattutto a Milano, Torino, Roma e Genova. Invece negli Stati Uniti si parla di “apocalisse degli uffici”».

Sul processo di Gisèle Pelicot, il nuovo Museo Egizio di Torino, le panchine giganti per i turisti, le sigle dei cartoni animati giapponesi e le alluvioni a Stromboli

In occasione del bicentenario ha aperto nuove sezioni e trasformato il suo statuario da una scatola nera a una galleria piena di luce


Quest'anno la spesa connessa al piano finanziato con i fondi europei è stata di soli 9,4 miliardi di euro, ma i progetti sono a buon punto e l'Italia sta facendo meglio degli altri

L'Istituto Luce, fondato cent'anni fa, fu un importante strumento della propaganda fascista: oggi il suo archivio è la testimonianza più preziosa sull'Italia del Novecento

«La prima apparizione sulla "Stampa” giunge a noi in prima pagina il 30 aprile 1955, il giorno dopo l’elezione di Giovanni Gronchi a presidente della Repubblica. Fino agli anni Ottanta l’uso resta sporadico, poi, magicamente, con la seconda Repubblica, si apre una breccia e il “vabbè” esonda senza più freni. Stefano Bartezzaghi ci vede un segno dello strapotere del romanesco. Michele Masneri pure. E vabbè»

«Ecco cosa c’è di universale, in Noodles. Non rifiuta di vendicarsi, ma vuole farlo a modo suo. E il suo “modo di vedere le cose” sono il silenzio e l’assunzione di responsabilità. Mi sembra che non ci sia niente di più universale della conquista di una simile consapevolezza. Questo mi ha insegnato Noodles. Il suo desiderio di riscatto, pur con tutte le ferite autoinflitte e impossibili da rimarginare, è alla base del meccanismo di identificazione che tanto mi ha stravolto dopo la prima visione del film. La ricerca della salvezza, l’accettazione del proprio destino, malgrado la paura e il dolore. L’innocenza si perde una volta sola – Dominic è già morto, per sempre –, e l’immobilità non impedisce al destino di bussare».

Cos'è il Bene Gesserit, chi è il Kwisatz Haderach, e altre parole e concetti da avere presente prima di vedere la seconda parte

Talmente grande da mettere in discussione alcune delle teorie su come è organizzato e distribuito l'Universo stesso nel suo complesso


Un gruppo di esperti ha chiesto al governo di promuovere l'ormai popolare iniziativa di astinenza da alcolici, ma ci sono resistenze

Rispetto a un tempo internet è molto più frammentato, e quello che è ovunque per qualcuno può essere inesistente per altri

Secondo uno studio le persone sarebbero disposte a rinunciarci per uno stipendio pari al triplo di quello medio nazionale

Una diga in val di Scalve, in provincia di Bergamo, crollò dopo appena quattro mesi: era stata costruita male e in fretta

«Il nostro fortunato bilinguismo di partenza minaccia di essere travolto da un ibrido approssimativo, più spiccio, più incolto e molto poco promettente. Potremmo definirlo italiesco: non più romanesco (o veneto, siciliano, ligure…) ma parecchio distante dall’italiano. Ha aggravato la situazione l’ascesa al potere di Giorgia Meloni e del suo gruppo di amici. Sarebbe anche pittoresco, non fosse che l’italiesco, quell’idioma di gruppo, è diventato la lingua che governa il nostro Paese»

Incidenti, disastri o aggressioni ci spingono spesso a decisioni insensate e che compromettono le possibilità di sopravvivenza
