Il ritorno degli altoparlanti nelle strade di Hanoi
La capitale del Vietnam vuole rimetterli in funzione come strumento di comunicazione e propaganda: risalgono al periodo della guerra

La capitale del Vietnam vuole rimetterli in funzione come strumento di comunicazione e propaganda: risalgono al periodo della guerra


Non si sentiranno più né ululati di animali né canzoni di k-pop, ora che entrambe hanno rimosso i propri altoparlanti



Sono andati avanti nella notte in tutti i quartieri della città, tra grande entusiasmo e vari scontri

L'azienda lo ha ammesso dopo un'inchiesta di due giornali svedesi

Quelli annunciati nel 2012 furono un fallimento totale: adesso ne ha proposti di nuovi, più accattivanti

Lo ha detto in un comunicato molto duro in cui definisce «inaccettabili» le immagini del maltrattamento degli attivisti della Global Sumud Flotilla in Israele

Cioè chi scende davanti a sciatrici e sciatori ipovedenti o ciechi, raccontato da uno che partecipa alle Paralimpiadi di Milano Cortina

Si è creata una forte indignazione e alcuni governi, tra cui quello italiano, hanno convocato l’ambasciatore

Le amichevoli delle ultime settimane ci hanno già fatto vedere un po' di tutto: un articolo che non parla solo di temperature

Ha criticato i paesi che stanno riconoscendo la Palestina, detto parecchie cose false e agitato cartelli, mentre molti uscivano dall'aula

Sono diventati un genere sui social, ma in tanti sono preoccupati per l'invasione della privacy: tanto che li chiamano «occhiali da pervertiti»

Mike Millard aveva un metodo collaudato per realizzare i suoi “bootleg” clandestini: includeva una sedia a rotelle

Una nuova campagna invita a usarle per non disturbare gli altri passeggeri, ed è intervenuta anche la politica

«Non volevo che Luna morisse, ma non erano il vuoto né la malinconia a spaventarmi. Quello che non potevo sopportare era l’idea del suo corpo buttato via come uno dei tanti rifiuti smaltiti dalla clinica veterinaria»

«“Non sei stata tu a cercare quei riflettori che ti hanno puntato addosso e che anzi, hai cercato sempre di evitare", ha scandito la figlia Claudia dagli altoparlanti durante la cerimonia per sua madre Licia Rognini. Vorrei ricordare una foto. Venne scattata all’una e cinque di notte del 16 dicembre 1969. Quattro giorni prima era scoppiata la bomba di piazza Fontana e Giuseppe Pinelli dalla sera della strage era rinchiuso nel palazzo della questura di Milano. Quella notte un paio di giornalisti del "Corriere" si precipitano a casa Pinelli a San Siro, in via Preneste 2. Licia Pinelli, in vestaglia, apre la porta e i due giornalisti le comunicano la notizia. “Dev’essere successa una disgrazia a suo marito”. E aggiungono: “Sembra che sia caduto da una finestra della questura“. Licia Pinelli ascolta e in quel momento, click, viene scattata la foto. Il volto grigio, livido, prosciugato da quattro giorni di timori e cattivi pensieri, diventa un’immagine di cronaca».

Limitano il volume della musica e le attività dei chioschi e dei venditori ambulanti, fonti di caos ma anche di fascino
