Le nuove regole che stanno rendendo più noiose le spiagge di Rio
Limitano il volume della musica e le attività dei chioschi e dei venditori ambulanti, fonti di caos ma anche di fascino

Dal 1° giugno sono in vigore nuove regole sulle famose spiagge di Rio de Janeiro, in Brasile, che hanno l’obiettivo di limitare una situazione che l’amministrazione locale definisce “caotica”, ma che molti temono possano cambiare per sempre la natura e il fascino di uno dei luoghi più famosi al mondo. Impongono limitazioni alla musica dal vivo proposta dai chioschi, alla creatività delle insegne e al tipo di cibo da strada che gli ambulanti possono vendere sulla spiaggia.
Le spiagge di Rio de Janeiro, a partire da quelle di Copacabana e Ipanema, sono radicate nell’immaginario collettivo mondiale per le loro lunghe distese di sabbia sull’oceano e per il modo allegro e festaiolo in cui sono vissute e animate dai brasiliani. Le molte attività che si sono sviluppate sulle spiagge erano regolamentate in modo piuttosto lasco, cosa che se da un lato le ha rese un luogo unico, dall’altro favoriva una gran confusione, che disturbava chi tra turisti e residenti avrebbe voluto un ambiente più rilassante.
Sui quasi 50 chilometri di spiagge della città ogni mattina vengono montati circa 600 chioschi, chiamati “barracas”: sono strutture composte da pali e teli, affittano sdraio, sedie e ombrelloni, vendono bibite, noci di cocco e cocktail, principalmente caipirinhas. La sera vengono smontate.
Sulla spiaggia passano continuamente venditori di ogni tipo di prodotto, alcuni con licenza e altri no, molti dei quali arrivano dalle favelas, i quartieri popolari della città. Vendono costumi, cappelli, dispositivi elettronici, palloni e giochi annunciandosi in modo creativo e rumoroso. Ma soprattutto sulle spiagge si vendono bevande e cibo, come pannocchie bollite, formaggio, pesce e carne grigliata, spesso sugli stecchini di legno. Le nuove regole volute dal sindaco di Rio, il centrista Eduardo Paes, stanno cambiando molto di questa realtà consolidata.

Un venditore ambulante a Ipanema (AP Photo/Bruna Prado)
Le barracas erano note anche per le loro insegne molto visibili, colorate, con bandiere e slogan che le rendevano riconoscibili ma anche molto appariscenti. La legge entrata in vigore dal 1° giugno prevede che possano indicare solo il nome e un numero su un’insegna in bianco e nero. Molte proponevano con regolarità musica dal vivo, oppure diffusa dagli altoparlanti: l’iniziale divieto di suonare dal vivo è stato ritirato, ma le esibizioni devono seguire un programma definito e pubblicato in anticipo. Le regolamentazioni sul volume prevedono ora un limite di 55 decibel, e obbligano a orientare le casse verso il mare e verso il basso.

Un chiosco a maggio (AP Photo/Bruna Prado)
Il decreto del sindaco prevede anche che i venditori ambulanti possano lavorare solo prendendo una licenza: pochi ce l’avevano e l’approvazione di quelle nuove sta procedendo a rilento, a quanto sostengono le associazioni commerciali.
Ora inoltre è vietato l’uso di ogni strumento per preparare o conservare il cibo, come bombole a gas e carbonella che venivano usate per grigliare, borse frigo in plastica o polistirolo per tenere al fresco le bibite, spiedi e spiedini. Di fatto questo proibisce la vendita della maggior parte dei prodotti per come erano preparati prima: ed è un settore che nel 2022 aveva generato oltre 600 milioni di euro, secondo stime della municipalità di Rio.

La spiaggia di São Conrado, a Rio (AP Photo/Silvia Izquierdo)
Dopo un mese di nuove regole, le attività dei venditori ambulanti sono diminuite ma non scomparse; le multe sono state altalenanti, più frequenti in certe zone e in certi periodi, meno in altri. Di fronte alle proteste, alcuni esponenti del comune si sono detti disponibili a modifiche e concessioni per non compromettere l’unicità delle spiagge di Rio, ma mantenendo una struttura di regole. Si stanno considerando delle nuove norme per le insegne delle barracas che permettano di ripristinare i colori, ma evitando quello che è stato definito “inquinamento visivo”. E ci sono trattative per regolamentare spiedini e pannocchie bollite.
Già nel 2009 l’amministrazione di Rio provò a proibire la vendita in spiaggia del mate, la bevanda calda tipica di ampie parti del Sudamerica, che viene distribuita da venditori ambulanti che portano enormi taniche di acqua calda sulle spalle. Ci furono grandi proteste e il divieto fu poi cancellato.

Un uomo che noleggia sdraio a Ipanema (AP Photo/Bruna Prado)



