Il successo dei partiti arabi in Israele potrebbe non bastare
Alle elezioni hanno quasi raddoppiato i seggi: potrebbero essere determinanti per formare un nuovo governo, ma è più complicato di così

Alle elezioni hanno quasi raddoppiato i seggi: potrebbero essere determinanti per formare un nuovo governo, ma è più complicato di così

La coalizione di Netanyahu è in vantaggio ma non ha la maggioranza, e i partiti arabi sono andati molto bene

L'AIPAC spende cifre enormi per aiutare i candidati filo-israeliani e osteggiare quelli critici, ma il suo sostegno è sempre più divisivo

Andrey X gira la Cisgiordania filmando le aggressioni, ed è diventato qualcuno: l'abbiamo incontrato vicino a Ramallah

Il sultano fa un altro piccolo passo in avanti nel tentativo di fermare le proteste antigovernative

Il figlio di Gheddafi ha parlato in tv ieri sera minacciando una guerra civile se la rivolta non cesserà

Non troppo: il problema ha a che fare con la natura stessa della guerra che si sta combattendo in Iraq e Siria, e con il fatto che non ci sono soldati statunitensi sul campo

Il governo ha approvato una modifica costituzionale che ridefinisce il paese “patria nazionale del popolo ebraico”, invece che “stato ebraico e democratico”

I risultati delle elezioni in Israele hanno smentito sondaggi ed exit poll: il Likud ha ottenuto almeno 29 seggi, il primo ministro uscente potrà formare un governo di coalizione

I militari hanno attaccato i manifestanti pro-Morsi: ci sono almeno 525 morti, il governo ha dichiarato un mese di stato d'emergenza, El Baradei si è dimesso

Le foto della campagna elettorale, gli schieramenti, i sondaggi e le cose da sapere: Netanyahu è dato per favorito

Si chiama Mansour Abbas ed è un islamista conservatore: alcuni lo ritengono un leader pragmatico, altri un traditore della causa palestinese

La storia dei due militari italiani che restarono per 47 giorni prigionieri degli iracheni durante la prima guerra del Golfo



Per fuggire dagli effetti delle sanzioni e per paura della repressione del governo: non tutti, però, vengono accolti bene all'estero

Se ne riparla dopo un video circolato negli ultimi giorni: la Chiesa accusa i partiti della destra religiosa di fare poco al riguardo

Nel 2021 si tennero le prime elezioni per alcuni membri di un'assemblea consultiva, ma ora l'emiro vuole annullare la procedura con un referendum

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»
