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  • lunedì 21 febbraio 2011

«La Libia non è l’Egitto»

Il figlio di Gheddafi ha parlato in tv ieri sera minacciando una guerra civile se la rivolta non cesserà

Era già mezzanotte quando il secondogenito del colonnello di Gheddafi è apparso alla televisione libica per smentire le voci su una fuga di suo padre e avvisare la popolazione del rischio di una “guerra civile” se le rivolte nel paese continuassero: ha ammesso una risposta inadeguata dell’esercito alla rivolta e sostenuto che le cifre sui morti sono state esagerate, indicando la cifra di 84. In un discorso di circa quaranta minuti che le cronache internazionali definiscono agguerrito e spesso confuso Seif al-Islam Gheddafi ha detto tra l’altro:

«Dei cittadini hanno cercato di attaccare i militari e li hanno messi in difficoltà: l’esercito non era preparato a una sommossa»

«Sono morti dei cittadini libici e questa è una tragedia»

«C’è una trama contro la Libia. Qualcuno vuole creare un governo a Bengasi e altri vogliono un emirato islamico a Badya. Ognuno ha il suo complotto personale e i media arabi hanno montato questa storia senza spiegarla»

«La Libia non è l’Egitto, è fatta di clan e tribù, non è una società con i partiti politici. Tutti conoscono i loro doveri e può nascere una guerra civile»

«La Libia non è come la Tunisia e l’Egitto, la Libia ha il petrolio che tiene unito tutto il paese»

«Moammar Gheddafi, la nostra guida, sta conducendo la battaglia a Tripoli e noi siamo con lui. Le forze armate sono con lui. Decine di migliaia di uomini sono dirette qui per essere con lui. Combatteremo fino all’ultimo uomo, l’ultima donna, l’ultimo proiettile»

«Devo essere sincero con voi: siamo tutti armati, anche i delinquenti e i disoccupati. Ci sono carri armati guidati da civili. A Badya ci sono mitragliatrici in pieno centro. Molte armi sono state rubate»

«Faremo nuove leggi sulla libertà di informazione, sui diritti civili, aboliremo le repressioni, avremo una costituzione. Creeremo una nuova Libia. Possiamo accordarci su un nuovo inno, una nuova bandiera, una nuova Libia. Oppure possiamo prepararci a una guerra civile, e scordarci il petrolio»

«Arriveranno eserciti europei ed americani ad occuparci»

«Il paese sarà diviso come le due Coree, ci vedremo attraverso un muro. Aspetterete mesi per avere un visto»

«I libici che vivono in Europa e negli Stati Uniti hanno i bambini che vanno a scuola e vogliono vedervi combattere. Vivono vite comode. Vogliono venire qua e comandare noi e la Libia. Vogliono che ci ammazziamo tra noi, come in Iraq»

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