Il leader di estrema destra che ha vinto a sorpresa nei Paesi Bassi
Geert Wilders è una vecchia conoscenza della politica olandese ed europea: ora potrebbe diventare primo ministro

Geert Wilders è una vecchia conoscenza della politica olandese ed europea: ora potrebbe diventare primo ministro

Ma il Partito per la Libertà di Geert Wilders, islamofobo e antieuropeista, faticherà a trovare alleati per un governo


Si sta votando alle elezioni anticipate: il primo ministro uscente non è si ricandidato e il primo partito nei sondaggi è nato due mesi fa

Pieter Omtzigt è un politico molto particolare, apprezzato per la sua autorevolezza e con posizioni un po' di destra e un po' di sinistra

Hanno un programma molto di sinistra e il loro leader – il 30enne Jesse Klaver– è stato definito il "Justin Trudeau" dei Paesi Bassi

Il partito del primo ministro uscente ha ottenuto più del 21 per cento, mentre il movimento xenofobo di Geert Wilders si è fermato al 13 per cento e i laburisti sono crollati

Secondo i primi exit poll è andato meglio del previsto il centrodestra del primo ministro uscente Mark Rutte, e peggio l'estrema destra di Geert Wilders

Le cose da sapere per orientarsi, visto che se ne parlerà parecchio (complice un politico dai capelli ossigenati che forse già conoscete)

Secondo i sondaggi se la giocano il centrodestra del primo ministro Mark Rutte e l'estrema destra di Geert Wilders, ma potrebbe non vincere nessuno

Cioè il politico della destra radicale olandese che alle elezioni del prossimo 15 marzo potrebbe diventare il più votato

Ed è in vantaggio il partito xenofobo ed euroscettico di Geert Wilders: cosa ci aspetta?

Il primo partito è quello del premier uscente Mark Rutte, bene anche i laburisti, molto male euroscettici e xenofobi

Nei Paesi Bassi i seggi aprono e chiudono giovedì, anche se di solito succede di mercoledì: è una tradizione che ha ragioni storiche e culturali

Il suo leader, Rob Jetten, potrebbe ora diventare primo ministro: le sue politiche sono un misto di destra e sinistra

Il partito del primo ministro olandese si è riconfermato primo alle ultime elezioni, nonostante le molte critiche dei mesi scorsi

«Il 6 novembre, nel frattempo, aveva fatto il suo corso. I risultati, se possibile, si erano fatti perfino peggiori (se siete pro-Trump ovviamente per voi quella è stata una gran giornata) come il mio umore. Per esorcizzare il disagio ho studiato la letteratura scientifica sulla depressione post elettorale di elettori francesi, tedeschi, dei Paesi Bassi, persino filippini (sull’Italia nulla, eppure di elezioni deprimenti ce ne sono state tante) che mi sembravano confermare l’ovvio: la gente in corrispondenza delle elezioni sta peggio perché è più agitata e chi perde sta male anche dopo. Ma c’era qualcosa che continuava a non tornare, qualcosa che non mi faceva sentire soddisfatta. Cos’era?»

Breve storia di un caso diplomatico che arriva da lontano e riguarda le elezioni olandesi, Geert Wilders, il referendum su Erdoğan e il solito brutto momento dell'UE

Arrivano dai Paesi Bassi, dove si è votato ieri: dicono che gli euroscettici sono andati molto male, ma vanno letti con gran cautela
