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  • giovedì 13 settembre 2012

Nei Paesi Bassi hanno vinto gli europeisti

Il primo partito è quello del premier uscente Mark Rutte, bene anche i laburisti, molto male euroscettici e xenofobi

Il partito di centrodestra Volkspartij voor Vrijheid en Democratie (VVD) del primo ministro uscente Marke Rutte ha vinto le elezioni nei Paesi Bassi, ottenendo 41 dei 150 seggi disponibili nella Camera bassa del Parlamento. Il Partij van de Arbeid (PvdA), il partito laburista guidato dall’ex attivista di Greenpeace Diederik Samsom, ha invece ottenuto 39 seggi. Poco dopo le due di notte, Samsom ha telefonato a Rutte per riconoscere la vittoria del suo avversario e per fargli le congratulazioni.

Come previsto dagli ultimi sondaggi, le cose non sono andate molto bene per il Partij voor de Vrijheid (PVV), il partito di estrema destra di Geert Wilders di cui si era parlato molto negli scorsi anni per le sue posizioni xenofobe e ora antieuropeiste. Ha ottenuto 15 seggi, nove in meno rispetto al precedente assetto della Camera. Anche il partito di orientamento cristiano democratico Christen-Democratisch Appèl (CDA) ha perso consensi, ottenendo 13 seggi al posto dei 21 della precedente tornata elettorale. Il partito socialista ha ottenuto 15 seggi, mentre il Politieke Partij Democraten 66 (D66) di orientamento liberale ha ottenuto 12 seggi. Seguono i Verdi con 3 seggi, la ChristenUnie (Unione Cristiana) con 5, il Staatkundig Gereformeerde Partij (SGP) con 3 seggi.

I risultati sono ancora provvisori, ma non dovrebbero cambiare di molto considerato che sono stati scrutinati la maggior parte dei seggi. I risultati ufficiali saranno comunicati lunedì prossimo. Per i Paesi Bassi si è trattato della quinta elezione in dieci anni e forse anche questo ha influito sulla bassa affluenza. Sono andati a votare il 73,8 per cento degli elettori olandesi, dato più basso degli ultimi 14 anni.

I liberali di Rutte e i laburisti di Samsom hanno tecnicamente i numeri per creare una nuova coalizione di governo, ma entrambi i partiti hanno escluso questa possibilità nel corso della campagna elettorale. Nelle prossime ore i liberali decideranno come gestire la vittoria e come formare il nuovo governo: gli osservatori non escludono che si possa comunque arrivare a una specie di grande coalizione. L’esito delle elezioni è comunque una buona notizia per l’Unione Europea: i partiti che avevano basato la loro campagna elettorale contro le politiche dell’Europa hanno perso consensi e gli olandesi hanno dimostrato di preferire i classici partiti più grandi, che hanno sempre sostenuto la necessità di rimanere dentro all’UE e di partecipare alle sue politiche economiche.

foto: Mark Rutte festeggia tra la folla (AP Photo/Ermindo Armino)

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