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  • Venerdì 29 maggio 2026

La giornalista che fa propaganda russa nella televisione francese

Xenia Fedorova è una presenza fissa nei canali dell’imprenditore di destra Vincent Bolloré, che è sempre più influente

Xenia Fedorova al Festival du Livre di Parigi, ad aprile del 2025 (Aurore Marechal/ABACAPRESS.COM)
Xenia Fedorova al Festival du Livre di Parigi, ad aprile del 2025 (Aurore Marechal/ABACAPRESS.COM)
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Nelle trasmissioni di CNews, il canale di riferimento dell’estrema destra francese, è sempre più frequente trovare Xenia Fedorova, giornalista russa che da qualche anno è uno dei volti più riconoscibili della propaganda russa in Francia. Dal 2017 al 2023 Fedorova fu presidente e direttrice di RT France, la versione francese dell’emittente russa RT, organo di propaganda finanziato dal governo russo. Oggi è ospite fissa delle trasmissioni televisive e delle testate appartenenti all’imprenditore Vincent Bolloré, vicino alla destra cattolica e conservatrice, recentemente coinvolto in una vicenda che ha attirato diverse attenzioni internazionali, anche in Italia.

La scorsa settimana 600 tra attori, registi e professionisti che avevano firmato una lettera critica nei confronti di Bolloré erano stati messi al bando da Canal+, rete televisiva a pagamento di proprietà di Bolloré e principale finanziatrice del cinema francese. La lettera contestava Bolloré per il suo crescente potere in campo culturale e mediatico, ottenuto con l’acquisto di canali e testate giornalistiche. Alcuni media francesi sostengono che lui voglia influenzare direttamente l’opinione pubblica spostandola a destra, per esempio con la creazione dell’Institut de l’espérance, un think thank conservatore che sembra avere come obiettivo influenzare le elezioni presidenziali francesi del 2027.

Parte di questa strategia passa proprio da Fedorova.

Prima di arrivare in Francia, Fedorova lavorò per dieci anni per RT in Russia e poi a Berlino. Nei suoi anni da presidente e direttrice di RT France, il canale non raggiunse mai un grande pubblico. Fu però rilevante fra il 2018 e il 2019, quando sostenne le rivendicazioni dei gilet gialli, un movimento che organizzò enormi proteste antigovernative e contro il presidente Emmanuel Macron, allora al suo primo mandato.

Fra il 2022 e l’inizio del 2023 RT France venne chiusa dal governo francese per via delle sanzioni europee imposte alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, che vietavano la diffusione di RT e dell’agenzia di stampa Sputnik nei paesi membri dell’Unione Europea.

Fedorova però rimase in Francia: nel 2025 pubblicò Bannie: Liberté d’expression sous condition (Bandita: Libertà d’espressione su condizione, in italiano), un libro di memorie in cui sosteneva di essere stata messa a tacere dai “poteri forti” francesi e in cui si rammaricava che la guerra in Ucraina fosse stata presentata a livello internazionale come un’aggressione della Russia. A pubblicare il libro fu Fayard, la casa editrice più schierata fra quelle possedute da Bolloré, che dal 2023 ha pubblicato diversi saggi di autori di estrema destra.

Vincent Bolloré nel 2024 (AP Photo/Thibault Camus)

– Leggi anche: Più di cento scrittori francesi contro Vincent Bolloré

Più o meno nello stesso periodo Fedorova cominciò ad apparire regolarmente sulle reti di Bolloré, specialmente su CNews, soprannominata la “Fox News francese” e più volte ammonita e multata dall’istituzione francese che regola i media nazionali per incitamento all’odio razziale.

Oggi su CNews Fedorova è ospite fissa di una trasmissione bisettimanale dedicata all’approfondimento della politica internazionale e conduce un programma che mostra le più importanti chiese ortodosse in Francia e in Europa. Tiene anche una rubrica settimanale chiamata «Carte blanche» (Carta bianca) su JDNews, l’inserto di notizie del Journal du Dimanche (sempre di proprietà di Bolloré).

In tutti questi contesti Fedorova espone opinioni in linea con la propaganda russa, criticando l’Unione Europea, la NATO e il governo francese del presidente Emmanuel Macron senza alcun contraddittorio. Definisce l’invasione russa in Ucraina «un’operazione speciale», cioè come il governo russo la descrive dal 2022, e quella del Donbas nel 2014 una «guerra civile», visto che secondo il governo russo quella regione ucraina fa parte della Russia. Anche l’annessione illegale della Crimea alla Russia, avvenuta nel 2014 militarmente e poi con un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale, è definita una «riunificazione».

Secondo diverse persone sentite da Le Monde, che questa settimana ha pubblicato una lunga inchiesta sulle sue attività, Fedorova avrebbe anche un’influenza sulle nomine e sugli ospiti di CNews. Sarebbero diversi i collaboratori, anche di lunga data, che sarebbero stati licenziati per averla criticata o per aver espresso opinioni che non le piacevano.

Un intervento di Fedorova del 9 maggio del 2026 in cui sostiene che sia l’Occidente a voler prolungare la guerra in Ucraina. 

In questi mesi la politica e alcune istituzioni francesi hanno provato a intervenire per limitare la presenza di Fedorova nel dibattito pubblico francese, per ora senza grande successo.

Una recente nota interna del ministero degli Esteri vista da Le Monde descrive in dettaglio l’allineamento delle posizioni di Fedorova con i discorsi ufficiali del governo russo su Ucraina, NATO e Unione Europea. L’Autorità di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale (Arcom), che raramente interviene nel dibattito politico, sta indagando se Fedorova abbia violato qualche tipo di norma durante alcuni suoi interventi su CNews dopo una denuncia dell’eurodeputata Valérie Hayer, stretta alleata di Macron e presidente del gruppo Renew Europe al Parlamento europeo.

L’account su X @FrenchResponse, creato dal ministero degli Esteri francese per combattere la disinformazione online utilizzando sarcasmo e meme, risponde a un post in cui Fedorova sostiene che i fondi europei di sostegno all’Ucraina siano usati in modo illecito.

– Leggi anche: Un account del governo francese che non sembra del governo francese