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  • Giovedì 28 maggio 2026

Il voto per abrogare un codice schiavista vecchio di secoli, in Francia

Il “Code noir” risale al Diciassettesimo secolo ed è ancora in vigore: l'Assemblea Nazionale ha votato per abrogarlo

L'Assemblea Nazionale francese (AP/Michel Euler)
L'Assemblea Nazionale francese (AP/Michel Euler)
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Giovedì l’Assemblea Nazionale, la camera bassa del parlamento francese, ha votato per abrogare un vecchio codice schiavista, il “Code noir” (Codice nero), che risale alla fine del Diciassettesimo secolo. Non viene più applicato, dal momento che la Francia fu uno dei primi paesi europei a vietare la schiavitù, già nel 1848. Non è mai stato nemmeno abolito, però, e per molti questo è un simbolo di come la Francia faccia fatica a considerare in modo critico il suo passato coloniale.

Il Code noir venne promulgato nel 1685 da re Luigi XIV. Regolava i diritti dei proprietari di schiavi e si applicava in diversi territori che all’epoca erano colonie francesi. Tra le altre cose, definiva gli schiavi come “beni mobili”, e prescriveva diverse punizioni per quelli che avessero tentato di fuggire, come l’amputazione delle orecchie, la marchiatura a fuoco o la pena di morte.

L’abrogazione del Code noir ha grande valore simbolico. La proposta di legge per farlo è stata presentata da Max Mathiasin, un deputato originario di Guadalupa, un arcipelago delle Antille che fa ancora parte del territorio francese. È stata approvata all’unanimità di tutti i deputati. Mathiasin ha detto che abrogare il Code noir è un segno di rispetto «per la memoria di milioni di uomini, donne e bambini che hanno subito questa oppressione sulla loro carne».

Oltre al Code noir, i deputati dell’Assemblea hanno abrogato anche altre leggi schiaviste che si applicavano nelle colonie francesi. Perché l’abrogazione sia definitiva, la proposta di legge dovrà essere approvata anche dal Senato, ma non si sa ancora quando verrà discussa.