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  • Giovedì 28 maggio 2026

Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, di nuovo

Con operazioni definite «limitate e difensive» sulla città portuale di Bandar Abbas: è la seconda volta in tre giorni

Una nave cargo ancorata al largo di Bandar Abbas, in Iran (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)
Una nave cargo ancorata al largo di Bandar Abbas, in Iran (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)
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Gli Stati Uniti hanno attaccato una base militare in Iran, nella città portuale di Bandar Abbas, che si affaccia sullo stretto di Hormuz. Il comando delle Forze armate statunitensi nella regione ha detto di aver abbattuto quattro droni iraniani che «minacciavano l’area» e poi di aver colpito la base da dove stava partendo un quinto drone. Gli Stati Uniti hanno definito gli attacchi «limitati e difensivi» e sostenuto che non dovrebbero mettere in discussione la tenuta del cessate il fuoco.

È il secondo attacco statunitense in tre giorni dopo quello della notte tra lunedì e martedì. I Guardiani della rivoluzione iraniani, il corpo militare più potente dell’Iran, hanno detto di aver risposto al secondo bombardamento attaccando una base militare statunitense intorno alle 5 del mattino (ora locale), senza specificare quale. Le Forze armate del Kuwait hanno annunciato di aver attivato le difese aeree per rispondere a un attacco in corso. L’Iran ha anche minacciato azioni «più decise» se attacchi statunitensi di questo genere dovessero ripetersi.

Gli attacchi statunitensi di questa settimana potrebbero complicare ulteriormente le trattative per prolungare il cessate il fuoco e arrivare a un accordo per una pace più stabile, che preveda anche la riapertura dello stretto di Hormuz al traffico commerciale e alle navi petroliere. Nel weekend Donald Trump aveva fatto dichiarazioni molto ottimiste su un prossimo accordo, che ha poi perlopiù smentito nei giorni successivi.

Una televisione iraniana aveva presentato quella che definiva come la bozza dell’accordo, che comprendeva 14 punti, fra cui la riapertura dello stretto, la fine del blocco navale statunitense, ma anche un parziale disimpegno dell’esercito statunitense da alcune delle basi militari del Medio Oriente. Secondo l’Iran l’accordo avrebbe reso «più solido» il controllo iraniano dello stretto di Hormuz. L’amministrazione statunitense ha smentito quella bozza, definendola «totalmente falsa» e Trump ha ribadito anche mercoledì che gli Stati Uniti non accetteranno il controllo iraniano su Hormuz.

Trump ha anche minacciato di «far saltare in aria» l’Oman se non «si comporterà come tutti gli altri», garantendo la libera circolazione delle navi. L’Oman è un alleato militare degli Stati Uniti, ma nelle ultime settimane ci sono state indicazioni che il suo governo stesse trattando con l’Iran per una gestione congiunta dello stretto di Hormuz, facendo pagare un pedaggio per il passaggio.