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  • domenica 19 Settembre 2021

La “Fox News” francese

Si chiama CNews, ha posizioni di estrema destra e potrebbe influenzare le prossime elezioni presidenziali

CNews è il canale di notizie francese che sostiene di dire ciò che i media mainstream non dicono, e di lottare a favore di una libertà di espressione che sarebbe in pericolo e contro il politicamente corretto; allo stesso tempo, però, l’istituzione francese che regola i media nazionali l’ha multato per incitamento all’odio razziale. In diversi, tra cui il New York Times, hanno parlato di CNews come di una Fox News francese, che avrà sicuramente un ruolo nell’indirizzare il dibattito delle elezioni presidenziali, che si terranno tra sette mesi.

CNews è di proprietà di Vincent Bolloré, uno degli uomini più ricchi di Francia da sempre vicino alla destra cattolica e conservatrice. Bolloré iniziò la sua carriera gestendo la cartiera di famiglia, acquistando negli anni partecipazioni in aziende di vari settori, dai trasporti alle comunicazioni. È anche chiamato “il re dell’Africa”, perché gestisce decine di infrastrutture nel continente ed è il principale azionista di Vivendi, grossa azienda francese di telecomunicazioni che a sua volta è azionista di Tim e Mediaset.

Nel 2016 la società di Bolloré acquisì il gruppo Canal +, e il canale di notizie i-Télé che ne faceva parte, e che era orientato piuttosto a sinistra, venne rinominato CNews. 

Vincent Bolloré, Parigi, 21 febbraio 2013 (AP Photo/ Jacques Brinon)

Da quel momento CNews ha fatto dello «scontro» la propria linea editoriale, scrive Le Monde. In quattro anni, è diventata la più importante rete di notizie per i politici di estrema destra, per i negazionisti del cambiamento climatico e, tra gli altri, per i sostenitori dell’idrossiclorochina, un anti malarico, come “cura” per la COVID-19, promossa da un’organizzazione statunitense di medici vicina alla destra e fondata da Simone Gold, che lo scorso 6 gennaio aveva partecipato all’assalto al palazzo del Congresso degli Stati Uniti.

Tra gli invitati e gli opinionisti di CNews, scrive sempre Le Monde, ci sono spesso, senza alcun contraddittorio, personaggi classificati come di destra o di estrema destra: «Sono persone normali, non pretenziose», persone che «non pensano di essere Victor Hugo», ha detto Serge Nedjar, il capo di CNews.

Fino a pochi giorni fa, una delle figure più significative del canale era Eric Zemmour, oggi escluso dall’emittente.

– Leggi anche: Le elezioni in Francia dipenderanno anche da Eric Zemmour

Zemmour è promotore della teoria di un presunto progetto di sostituzione etnica in corso in Europa ai danni della popolazione bianca e cristiana da parte dei migranti (teoria a cui anche i politici francesi di estrema destra come Marine Le Pen evitano di fare riferimento). Sostiene inoltre che «l’inconscio collettivo» delle «popolazioni musulmane» sia quello «di colonizzare l’ex colonizzatore», che «il governo di Vichy (cioè i collaborazionisti dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale, ndr) non abbia avuto come conseguenze lo sterminio e i campi nazisti», e così via.

Il Consiglio Superiore dell’Audiovisivo francese, CSA, ha già emesso due sentenze contro CNews, multandolo lo scorso marzo per 200 mila euro per incitamento all’odio e alla violenza a seguito di alcune dichiarazioni di Zemmour sui minori migranti non accompagnati. Lo scorso giugno, ha ammonito il canale per non aver presentato una pluralità di opinioni durante alcuni dibattiti e per aver concesso uno spazio eccessivo a Rassemblement National, il partito di estrema destra di Le Pen.

Eric Zemmour alla Convention della Destra, Parigi, 28 settembre 2019 (AP Photo/Michel Euler)

Serge Nedjar ha detto che Zemmour stava semplicemente esercitando la propria libertà di espressione, ma poi l’emittente ha deciso di escluderlo: Zemmour aveva infatti espresso la sua ambizione di presentarsi come candidato alle presidenziali del prossimo aprile, e il CSA aveva chiesto che il suo tempo di parola nel canale venisse cronometrato.

I temi trattati da CNews – che è boicottato da alcuni politici, intellettuali e altre personalità francesi – sono soprattutto la criminalità, l’immigrazione, la mancanza di sicurezza, l’Islam in Francia e la questione del velo delle donne musulmane.

Secondo Nedjar, negli ultimi trenta o quarant’anni in Francia le notizie sarebbero state trattate tutte allo stesso modo da giornali, televisioni e quotidiani. A differenza dei suoi concorrenti, CNews si sarebbe invece concentrato su «dibattiti e analisi» di argomenti che stanno a cuore ai francesi ma che sono sistematicamente ignorati o non sufficientemente coperti dai media.

I critici dicono però che il problema di CNews non sia tanto la scelta dei temi, ma il modo in cui li tratta: appoggiando la retorica populista, dando enfasi a opinioni spesso sostenute da fatti non verificati, diffondendo pregiudizi e radicalizzando le spaccature in una società, quella francese, già sufficientemente polarizzata. «Prendono il peggio dell’opinione pubblica, quello che senti al bar», ha detto Alexis Lévrier, storico dei media all’Università di Reims.

CNews è emerso in un momento di particolare malcontento, in Francia, all’indomani delle proteste dei “gilet gialli” del 2018.

Poco comprese dalle testate e dai media tradizionali, le proteste avevano rafforzato l’impressione di un mondo dell’informazione concentrato su Parigi e lontano dal cosiddetto “paese reale”, proprio mentre il grosso della storia di questo movimento nasceva nelle periferie geografiche ed economiche della Francia. I giornalisti avevano iniziato a essere visti, almeno in parte, come avversari, e in diverse occasioni erano diventati un bersaglio dei manifestanti.

Qualche mese fa, CNews ha acquisito anche una radio, Europe 1. Il giornalista Patrick Cohen è stato uno dei tanti a lasciare Europe 1, temendo che si trasformasse in una versione radiofonica di CNews. «La ragion d’essere di questi canali non è cercare la verità, ma creare polemiche. Il loro ruolo è creare divisioni», ha detto.

In quell’occasione si era molto parlato di una prima pagina di Libération dove si mostrava l’immagine di un microfono di CNews inghiottire un microfono di Europe 1, accompagnato da un gioco di parole tra FM (acronimo di modulazione di frequenza) e FN, il Front National, ex nome del partito di Le Pen: si associava dunque il canale di Bolloré e il destino di Europe 1 direttamente al partito di estrema destra.

Nonostante CNews sia stato classificato a maggio come il primo canale di notizie in Francia (il telespettatore medio di CNews ha 50 anni e vive in provincia) e abbia fatto per quattro volte più audience di BFMTV, Cohen pensa che l’influenza del canale sulla politica e sulle elezioni del prossimo anno sarà limitata. Altri credono invece che, proprio come Fox News vent’anni fa, CNews abbia colmato un vuoto politico nel panorama dei media e abbia spinto i conservatori francesi ancora più a destra: «Sta cambiando completamente il panorama politico francese», ha detto Julia Cagé, specialista di media a Sciences-Po.

Il successo di CNews, dicono gli esperti di media, ha inoltre già influenzato i suoi concorrenti: «I nostri diretti concorrenti, che hanno passato il tempo a dire che non facevano come CNews, ora stanno facendo CNews», ha commentato Serge Nedjar.