Sade va sempre di moda
La cantante che fu un pezzo degli anni Ottanta è stata riscoperta dagli americani, che ne hanno fatto t-shirt e tatuaggi

La cantante che fu un pezzo degli anni Ottanta è stata riscoperta dagli americani, che ne hanno fatto t-shirt e tatuaggi

Scelte tra le tante memorabili dal peraltro direttore, per riascoltarle in quello che sarebbe stato il suo 80esimo compleanno

11 brevi recensioni di scrittori e scrittrici, giudicati per come firmano i loro libri [Continua]

Delia Owens ha scritto uno dei romanzi più venduti degli ultimi anni, e secondo l'Atlantic guidò col marito una violenta milizia antibracconaggio

Esce il 30 marzo il film di un regista italo srilankese su un ragazzo arrivato a raggiungere la madre che fa la badante

Probabilmente no, secondo gli esperti: ma l'ipotesi è buona per riscoprire le tormentate vite dello straordinario trio di scrittrici

Da Bruxelles le cinque città d'arte fiamminghe si raggiungono tutte in meno di un'ora di treno, o quasi

«L’altro giorno ho dormito con mio figlio Pietro in una casa su un lago, ci siamo addormentati e svegliati davanti alla luce opalescente che si rifletteva sull’acqua. Pietro mi ha detto: Mamma, da lontano l’acqua è blu, da vicino è trasparente. Da lontano mi fa paura, sembra che nasconda un mostro»

Valérie Pécresse si era presentata come moderata, ma le sue posizioni hanno spiazzato l'elettorato, specie dopo un comizio disastroso

Agata ha solo 15 anni, quando il proconsole di Sicilia Quinziano le mette gli occhi addosso: giovane, ricca, consacrata a Cristo. Poiché non cede né alle proposte né alle minacce, la consegna a una cortigiana [Continua]

Un estratto da un libro appena uscito che la racconta: si parla di Perugina, don Abbondio e delle foglie infilate tra le pagine da D'Annunzio

«Ricordo di aver visto il film di Monicelli e alcuni di Lina Wertmüller, Germi, Pietrangeli, insieme a mia cugina, e per noi due ragazzette, sebbene ignoranti della faticosa acquisizione di diritti da parte delle donne dal dopoguerra in poi, era chiaro di avere davanti una visione nuova del rapporto fra i sessi, che metteva in luce con la parodia i cliché maschilisti da cui eravamo ancora circondate»

«Sebbene Alberto Sordi e Aldo, Giovanni e Giacomo sfottano un mondo che prendo seriamente perché è la mia vita e il mio lavoro, non riesco a non ridere. L’arte non è per tutti come vogliamo invece far credere con la retorica insopportabile della "bellezza che salverà il mondo". Rispetto chi pensa che l’arte contemporanea sia fuffa. Il vero problema è che non c’è comico che possa battere la realtà. L’arte contemporanea è esposta a scherzi, inganni e fraintendimenti, e spesso si prende in giro da sola»

«Sono convinto che l’idea del mio bestiario sia nata nel momento in cui smontavano la biblioteca del mio bisnonno. Per sentire di nuovo il senso di sorpresa radicale che provai da bambino, avevo pensato di fare molti disegni di animali fantastici, circa un migliaio e tutti con la stessa tecnica, in modo da creare il catalogo di un mondo immaginato ma forse possibile»

Dopo anni di curiosità e aspettative, "Eyes Wide Shut" fu presentato a Venezia 25 anni fa e fu accolto così così: col tempo si è cambiata opinione

Distrutti, in casa di miliardari, abbandonati, sappiamo solo quando sparirono agli occhi di quasi tutti: come quelli rubati nel celebre furto di Boston

«Quando è morto era un ragazzo di vent’anni. L’8 febbraio 1984 era andato allo stadio e all’uscita c'erano stati disordini. Tre ragazze raccontarono di un poliziotto che, afferrandolo per i capelli, gli aveva sbattuto la testa contro il muro. Ma al processo non furono credute. Erano altri tempi e i mezzi di comunicazione non erano capillari come oggi. Viene però da chiedersi cosa sarebbe successo se ci fossero stati i telefoni con cui filmare»

«“Non sei stata tu a cercare quei riflettori che ti hanno puntato addosso e che anzi, hai cercato sempre di evitare", ha scandito la figlia Claudia dagli altoparlanti durante la cerimonia per sua madre Licia Rognini. Vorrei ricordare una foto. Venne scattata all’una e cinque di notte del 16 dicembre 1969. Quattro giorni prima era scoppiata la bomba di piazza Fontana e Giuseppe Pinelli dalla sera della strage era rinchiuso nel palazzo della questura di Milano. Quella notte un paio di giornalisti del "Corriere" si precipitano a casa Pinelli a San Siro, in via Preneste 2. Licia Pinelli, in vestaglia, apre la porta e i due giornalisti le comunicano la notizia. “Dev’essere successa una disgrazia a suo marito”. E aggiungono: “Sembra che sia caduto da una finestra della questura“. Licia Pinelli ascolta e in quel momento, click, viene scattata la foto. Il volto grigio, livido, prosciugato da quattro giorni di timori e cattivi pensieri, diventa un’immagine di cronaca».

«Così una mattina di settembre ci siamo trovate ad attraversare un campo, schivando camion carichi di terra che sfrecciavano su un sentiero, per raggiungere l’edificio indicato»
