Perché l’accordo sulla legge elettorale è stato fatto in fretta e furia
C'entra soprattutto la paura di Giorgia Meloni di perdere il referendum sulla riforma della giustizia

C'entra soprattutto la paura di Giorgia Meloni di perdere il referendum sulla riforma della giustizia

Il magistrato Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno accostato la riforma alla mafia, in modi diversi

Non gli sono piaciuti gli ultimi scomposti attacchi del governo al CSM, e ha invitato tutte le istituzioni a rispettarsi a vicenda

Ora è possibile perché la Cassazione ha ammesso il quesito che i promotori del "No" avevano presentato proprio per far slittare la data


Consiste nel nominarli rappresentanti di lista, ma i posti sono pochi

Il governo ha respinto le proposte per inserirlo e dice che ormai è troppo tardi, ma secondo le opposizioni teme voti contrari alla riforma


Gli ultimi davano il Sì molto avanti, ora ne è stato diffuso uno secondo cui la situazione sarebbe più equilibrata

Alcune dichiarazioni in difesa del poliziotto che ha ucciso un uomo alla periferia di Milano sono invecchiate molto male

Sia da parte dei sostenitori sia da parte degli oppositori

I promotori del “No” stanno provando a posticipare la data decisa dal governo per il voto sulla riforma della giustizia

Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, respingendo la richiesta delle opposizioni di votare ad aprile

Fin qui la presidente del Consiglio è stata conciliante ma ora qualcosa sta cambiando, anche per ragioni elettorali


Visto che ce ne sarà uno sulla riforma della giustizia, forse in primavera: tra le altre cose non è previsto un quorum

Entrambe le parti vogliono mostrare di non temere l’esito del voto, che si terrà probabilmente in primavera

Soprattutto nel centrosinistra ci sono esponenti per il no e per il sì: per questioni di merito, ma soprattutto politiche

