Il politico populista e filorusso romeno Călin Georgescu ha detto che si ritira dalla politica


Dopo mesi di processo elettorale contestato ed eccezionale: il lavoro di Nicușor Dan si prospetta «da incubo»


Il sovranista, che le ha perse, sostiene la versione della propaganda russa su imprecisate interferenze di Francia e Moldavia

Nicușor Dan ha battuto il sovranista George Simion, anche grazie all'affluenza altissima

Sia il sovranista George Simion che l’europeista Nicușor Dan, arrivati al ballottaggio, sono esterni ai partiti istituzionali

Il candidato di estrema destra che ha vinto il primo turno delle presidenziali in Romania non può entrare in Ucraina, ed è un problema politico

È successo alle ultime elezioni in diversi paesi, anche in Italia: c'entra la disaffezione verso i partiti istituzionali

George Simion è stato il più votato al primo turno delle elezioni presidenziali: andrà al ballottaggio insieme al sindaco di Bucarest, Nicușor Dan

Si presenterà alle presidenziali al posto di Călin Georgescu, che aveva vinto il primo turno delle elezioni annullate per presunte interferenze russe

Ora che lui non è più candidabile alle elezioni presidenziali altri due leader si sono fatti avanti: entrambi contano sul suo sostegno

Ha battuto a sorpresa il candidato strafavorito, di estrema destra: andrà al ballottaggio contro la candidata liberale Elena Lasconi

E potrebbero presentare un candidato unitario alle prossime elezioni presidenziali: le ultime sono state annullate per possibili interferenze russe

Sono gli appartenenti alle minoranze storiche di paesi come Romania e Serbia, che da dieci anni sono schierati con il primo ministro

Ci sono le presidenziali in Romania (ballottaggio) e Polonia (primo turno) e le parlamentari in Portogallo: una breve guida

Dopo l'annullamento di quelle di novembre, che ha causato la più grave crisi politica nel paese dal 1989

Ha vinto le presidenziali in Romania da indipendente, ripetendo l’approccio pragmatico con cui era diventato sindaco di Bucarest

Se la sostiene va contro un suo vicepresidente, ma se non lo fa rischia di perdere consensi a destra

Costretta a un equilibrismo ambiguo, non può rinnegare la vicinanza ideale ai Repubblicani statunitensi per non perdere voti, ma neanche ammetterla per via del suo ruolo istituzionale
