
Franco Basaglia
Non sarebbe meglio rinchiuderli?
«Cosa si risponde a un gruppo di ragazzi e ragazze di Trieste che vorrebbero riaprire i manicomi per impedire alle persone con problemi psichiatrici di commette reati?»

Un podcast su Franco Basaglia, da oggi
"Basaglia e i suoi" è un racconto della persona che più di tutte contribuì a cambiare la percezione della malattia mentale, fatto da Massimo Cirri e Matteo Caccia

La psiche di chi arriva
«Abito a Trieste, la Città della Bora, della Barcolana, del caffè, della scienza. Ma anche la “città dei matti”, quella che lo psichiatra veneziano Franco Basaglia scelse per la sua rivoluzione. Più di recente Trieste è diventata uno degli snodi della cosiddetta “rotta balcanica”. Basaglia avrebbe compiuto cent’anni. Mi piace pensare che, se fosse ancora vivo, sarebbe felice di aver contribuito a quanto oggi si fa in questa città, perché anche ai tempi di Basaglia molti internati del manicomio erano migranti. Solo che allora si chiamavano esuli e arrivavano da Istria e Dalmazia»

Franco Basaglia fu molto più di una legge
Cent’anni fa nacque lo psichiatra che più di tutti cambiò la percezione comune delle malattie mentali e il modo di trattare chi ne soffriva

Cinquant’anni fa, a Trieste
«Il manicomio è tenuto in piedi anche dal lavoro degli internati. Che spalano il carbone nelle caldaie, lavano la biancheria, la distribuiscono nei reparti, cuciono le misere divise che tutti devono portare. Fanno cose. Ricevono in cambio un buono, un pezzo di metallo – il manicomio batte una sua moneta – da spendere nello spaccio interno»

Franco Basaglia, filosofo
Il 16 novembre 1961 un uomo entra nell’ospedale psichiatrico di Gorizia. Ha 37 anni, viene dall’Università di Padova [Continua]

Il 13 maggio 1978 furono aboliti i manicomi
Storia ed eredità della legge Basaglia, che cambiò il modo di pensare alla "salute mentale" e migliorò le condizioni dei pazienti

Altri articoli su questo argomento
L’ambiziosa proposta di creare un servizio psicologico pubblico nazionale
L'hanno scritta decine di esperti e la sostengono diversi politici, ma ha un problema: è molto costosa

A proposito dell’autismo di Elon Musk e Kanye West
«La neurodivergenza viene accettata solo se si trasforma in un talento o in una performance straordinaria. Ma per quale ragione una persona neurodivergente dovrebbe essere accettata solo se è in grado di eccellere?»

La meglio gioventù della “Meglio gioventù”
Vent'anni fa uscì un film di sei ore che nacque per la tv ma vinse un premio a Cannes, e fu una cosa di cui parlarono tutti

La chiamavano lotta di classe
«Oggi solo evocare il nome di quell’autostrada indica qualcosa di vecchio. Di novecentesco. Da casello a casello, nessuno la percorre più»

La storia del processo a Gigliola Pierobon
Fu accompagnato da una grande mobilitazione femminista, e nonostante la condanna per aborto clandestino contribuì all'approvazione della legge 194

Ieri ho comprato un cimitero usato, forse
«Le cose finiscono perché è giusto che finiscano: per consunzione, abbandono – una volta in Argentina ho visto una città abbandonata – sommersione da liane o da over turismo. Poi quel pensiero: a cosa serve? Cosa fare di un cimitero abbandonato? Cosa può fare lui per noi? Chiedo a chiunque mi capiti a tiro. Un giardino di rose? Un campo di lavanda? Una macchina da soldi: lo affitti per le notti di Halloween. La gente impazzisce per Halloween. Su dalla Romagna verranno a centinaia, son gente che per divertirsi fa qualsiasi cosa. Metti musica da paura, candele e torce e a mezzanotte irrompi vestito da zombie»

Sulle case occupate di Roma governo e comune hanno idee diverse
Il ministro dell'Interno Piantedosi vuole procedere con una serie di sgomberi, mentre la giunta pensa a come aiutare gli inquilini

Valeria Bruni Tedeschi aveva un po’ di gente da ringraziare

Trieste è davvero la città dei matti?
«Se fin dagli inizi del secolo scorso la cultura della città pare aver smussato gli spigoli dello stigma della malattia mentale, oggi questo insistere su “Trieste-la repubblica dei matti”, “Trieste, se no xe mati no li volemo” sta riducendo un lungo e sofferto percorso a slogan, la città a brand e la pazzia a vezzo, e questo non mi convince affatto. Mitizzare è un modo come un altro, solo apparentemente più nobile, per svuotare di significato la storia e le persone che hanno fatto la storia»

Cos’è la democrazia liberale
Ernesto Galli della Loggia esprime il suo dissenso rispetto all’opinione comune per cui l’estensione di certi diritti ne sia consustanziale [Continua]

Giocare a calcio con qualcosa in meno
Che sia un braccio, o una gamba, o un pezzo di una delle due: da dove comincia la storia che porterà un ragazzino disabile dentro un esoscheletro a tirare il calcio d'inizio dei Mondiali









