Alle celebrità ora piace vestirsi “giallo burro”
Timothée Chalamet l'ha indossato agli Oscar dopo che si era visto su altri red carpet: è facile, insolito e dice qualcosa dei nostri tempi

Timothée Chalamet l'ha indossato agli Oscar dopo che si era visto su altri red carpet: è facile, insolito e dice qualcosa dei nostri tempi

Fu scattata nel 1945 e divenne famosissima, ma prima ci furono dubbi sulla sua autenticità, poi una ricerca decennale sui soldati ritratti

Con Nicole Kidman, Glen Powell, Kevin Bacon, Jessica Gunning, Adrien Brody, Angelina Jolie e diversi sportivi

Pensata per strada al rientro in un paesetto in Pennsylvania

Per certi film promuoversi raccontando di spettatori che svengono, vomitano o scappano è diventata una strategia

Che siano girati in un armadio pieno di DVD o nel backstage di un concerto, sono un formato che funziona sui social (come tutte le liste)

Con Penélope Cruz, Salma Hayek, Riccardo Scamarcio e Johnny Depp, ma anche un bel po’ di sportivi


Il regista palermitano ha da poco presentato “Queer”, ma ha molti progetti in ballo, tra cui un thriller con Julia Roberts e un nuovo adattamento di “American Psycho”

Con Katy Perry, Adam Driver, Bill Murray, Robbie Williams e Jacob Elordi

Ossia il 10 settembre del 2001, un giorno prima degli attacchi terroristici a New York, che resero immediatamente fuori luogo il film

Da alcuni anni esistono agenzie di viaggio che le organizzano su isole disabitate, mettendo i clienti in condizioni anche estreme

In quasi tutti gli altri paesi si usa una formula di saluto, ma da noi no: probabilmente dipende da come funzionavano i primi apparecchi


Fu inventato da un professore ungherese nel 1974 quasi per caso, ed è ancora uno dei rompicapi più apprezzati (o detestati) al mondo


Una sua ex assistente ha raccontato che era solito dettare i propri post, chiedendo di farli stampare e poi correggendoli a penna (spesso per aggiungere punti esclamativi)

«L’uomo fotografato in copertina era longilineo, con un berretto in testa e dalla pelle di un colore catramoso e lucido, ma un colore sospetto, in qualche modo inquietante. Indossava un giubbotto scuro e una camicia di lana chiusa fino all’ultimo bottone, come un proletario americano dell’epoca. La data di quel numero di "ABC" rimandava a un giorno di molti anni fa, un’altra epoca del mondo: 18 marzo 1962. In Italia governava Amintore Fanfani, mentre il presidente degli Stati Uniti era John Fitzgerald Kennedy. Il titolo era: “Trasformato in negro dall’azione di un farmaco. Renato Proni inizia un drammatico viaggio nell’America razzista”»

