baricentro del paese

La scomparsa del Calderone

«Ma affacciato qui sullo spazio svuotato del ghiacciaio che non c'è più, esattamente 450 anni dopo il primo umano ad averne fornito una descrizione (l’ingegnere militare bolognese Francesco De Marchi, che scrive di un “gran vallone dove vi è sempre la neve alta 15 o 20 piedi”) fatico ad accordare il mio paesaggio interiore a quello esteriore, organizzato secondo principi e leggi che travalicano ogni capacità di controllo, fatico a dirmi che il fratello è andato giù»

La scomparsa del Calderone

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«Eppure Maradona vive. E vive moltissimo nelle contraddizioni innumerevoli di una città e di un paese. Arrivato in un’Argentina travolta da Javier Milei, presidente più liberista del più sfrenato liberista, mi ritrovo a vagare nella torrida estate. Ripercorro al contrario il muro nero dove trovano posto i nomi degli scomparsi. All’inizio le buttavano troppo vicino alla costa: i corpi riaffioravano a riva. Quindi si sono spinti più in là con l’aereo. Viene da chiedersi come sia stato possibile organizzare i Mondiali di calcio del 1978 in Argentina proprio in quel momento, quando il massacro era in corso»

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