• Cultura
  • martedì 6 settembre 2011

I cinquant’anni all’asciutto del Vasa

Era il fiore all'occhiello della marina svedese, andò a picco in pochi minuti e rimase affondata nel porto di Stoccolma per tre secoli, fino al 1961

di Emanuele Menietti – @emenietti

I trenta marinai attesero il segnale, poi si misero a correre insieme avanti e indietro sul ponte di coperta del Vasa. Sotto il caldo sole estivo fecero un’andata, un ritorno e un’altra andata prima di ricevere il comando dall’ammiraglio Klas Fleming di fermarsi immediatamente. Il vascello aveva iniziato a oscillare e c’era il concreto rischio che potesse imbarcare acqua e rovesciarsi.
«Se almeno fosse qui sua Maestà» commentò sconsolato l’ammiraglio mentre il Vasa si agitava imbizzarrito nel porto.

Carpentieri, falegnami, vetrai e intagliatori avevano il loro bel da fare nei primi giorni di agosto del 1628 nel cantiere navale di Skeppsgården in Svezia. Stavano mettendo a punto gli ultimi dettagli del Vasa, il vascello più costoso costruito fino ad allora nel paese e destinato – loro ignari – a entrare nei libri di storia e nei manuali di nautica per la sua disastrosa e brevissima carriera nautica. Decorato a festa e pieno di cannoni pronti a sparare a salve, il Vasa venne varato per il viaggio inaugurale il 10 agosto e affondò rovinosamente nelle acque del porto di Stoccolma dopo aver percorso meno di 1300 metri. Il mare inghiottì l’intero vascello, che rimase sul fondale per oltre tre secoli, prima di essere riportato a galla con una ambiziosa operazione di recupero eseguita nella primavera del 1961. Quest’anno si festeggiano i cinquant’anni del ritorno in superficie del vascello e della prima esposizione al pubblico, che avvenne nel novembre del ’61 a 333 anni dall’affondamento. Questa è la storia del Vasa, degli uomini che lo costruirono, della sua ingloriosa fine e di un paese che ha trasformato un enorme e storico fallimento in un successo tecnico e in una delle sue principali attrattive turistiche, collocata oggi vistosamente al centro di Stoccolma.

La Svezia nel XVII secolo
Gustavo II Adolfo di Svezia era un tipo molto ambizioso. Era diventato re nel 1611 e aveva deciso di proseguire la politica di militarizzazione, legando a questa l’economia del paese. Dopo essere stato per secoli un paese poco influente e povero nella storia dell’Europa del Nord, a partire dal 1600 la Svezia diventò uno dei principali protagonisti nel Baltico grazie al rafforzamento delle proprie capacità militari e una maggiore centralizzazione nella gestione del governo. In pratica lo Stato puntò tutto sulla potenza bellica, legando a questa la propria economia. La Svezia aveva un buon esercito, ma non si poteva dire altrettanto della sua marina, e Gustavo II decise di porvi rimedio.

Nei primi anni del Seicento, la marina svedese era principalmente costituita da piccole navi solitamente poco equipaggiate. Simili imbarcazioni potevano essere costruite in poco tempo e con poco denaro, inoltre erano l’ideale per pattugliare le aree di mare lungo le coste del Baltico. Molti altri Stati erano all’epoca dotati di potenti marine con vascelli molto grandi e l’ambizioso Gustavo II si convinse che anche la Svezia dovesse dotarsi di navi più grandi per mostrare la propria potenza agli alleati ed essere più minacciosa nei confronti dei possibili nemici del regno, anche oltre il Baltico: «Subito dopo Dio, il maggior garante del Regno è la flotta» diceva. Il re commissionò la costruzione di una flotta di cinque grandi vascelli e il Vasa sarebbe dovuto essere l’ammiraglia, la nave più grande e potente dell’intera flotta svedese.

Il Vasa
Il nome della nave faceva riferimento allo stemma del Casato di Vasa, termine che letteralmente significa “covone di grano”, ovvero la dinastia reale di Svezia salita al potere nel 1523 e che sarebbe durata fino al 1654. La costruzione del vascello iniziò nel 1625, anche sulla base delle misure fornite da Gustavo II, e subì diversi ritardi a causa di alcuni problemi finanziari al cantiere navale e alla mancanza di materiali per essere completato. Lo scafo fu terminato nel 1627, ma per l’aggiunta del resto del materiale fu necessario più tempo del previsto: l’industria svedese non era per esempio in grado di costruire vele di grandi dimensioni e molte materie prime furono ordinate all’estero.

I lavori andavano a rilento, ma il re premeva perché la nave fosse terminata rapidamente per rimpolpare la flotta e avere maggiori possibilità nella guerra contro la Polonia. Poche settimane prima del varo, la prova effettuata dall’ammiraglio Klas Fleming con i trenta marinai rivelò seri problemi di stabilità, ma negli ultimi giorni il re aveva inviato diverse lettere chiedendo che il vascello fosse pronto al più presto e senza ulteriori ritardi.

La nave aveva una lunghezza complessiva di 69 metri con uno scafo di 47,5 metri ed era larga 11,7 metri. L’altezza dalla chiglia alla bandiera di maestra era di 52 metri, mentre la parte di poppa era alta 19,3 metri. Il Vasa pesava circa 1.210 tonnellate e le sue dieci vele coprivano complessivamente un’area di 1.275 metri quadrati. Era armato con 64 bocche da fuoco, aveva un equipaggio di 145 uomini e poteva ospitare fino a trecento soldati, non presenti al momento del viaggio inaugurale.

1 2 3 4 Pagina successiva »
Mostra commenti ( )