

Giornalista e direttore del Post. Ha scritto per Vanity Fair, Wired, La Gazzetta dello Sport, Internazionale. Ha condotto Otto e mezzo su La7 e Condor su Radio Due. Per Rizzoli ha pubblicato Playlist (2008), Un grande paese (2011) e Notizie che non lo erano (2016).
Apparte la Brianza
Non ne potrete più di leggere cose sul film di Virzì, ma ne aggiungo qualcuna in risposta o completamento di quelle che vedo in giro. [Continua]

La percezione, però
Il Corriere della Sera ha in prima pagina questo titolo: “La discesa degli omicidi. Nel 2013 sono stati 480: mai così dall’Unita d’Italia”. È una buona notizia, naturalmente [Continua]

La fine dei libri
Il problema è che ne parliamo da decenni, di un declino dei libri e della loro centralità, e quindi pochi prendono sul serio quello che invece sta succedendo in questi ultimi anni e mesi [Continua]

Ho sbagliato
Dato che i miei, di errori, mi restano in testa molto a lungo - un po' per vergogna, un po' per capirli e illudermi di evitarli - ho provato a pensare di scriverli [Continua]

La Rai e la nuova identità italiana
Il video dei concorrenti a un quiz Rai che non hanno la minima idea di quando collocare temporalmente Hitler e Mussolini è deprimente e insieme rischia di diventare solo un’occasione di ridere di quei quattro disgraziati o commentare “signora mia”. [Continua]

Le notizie che non lo erano e le procure
Il parallelo tra le due principali decadenze etiche e sociali italiane degli ultimi decenni – quella della politica e quella dell’informazione – mi incuriosisce da tempo, e ne ho scritto spesso. [Continua]

Bisogna essere cretini
Si fatica a credere che ci sia in giro gente che aizza odio e forconi contro la presidente Boldrini perché è andata alla cerimonia per Mandela col marito, come qualunque altro leader politico mondiale [Continua]

Siamo tutti padri dell’apartheid
Torno sull’incidente giornalistico della sera della morte di Nelson Mandela, passati un po’ di giorni, che magari c’è qualche serenità in più. [Continua]

Il vecchio PD, ultima vittima di se stesso
Se il vecchio establishment del PD fortemente antirenziano fosse stato meno arrogante e presuntuoso con Pippo Civati [Continua]

Facebook, e l’informazione che paga
Da qualche mese Facebook sta introducendo delle novità nel modo in cui mostra i post sul “newsfeed” degli utenti, e questo ha un impatto rilevante sulle notizie che riceve chi usa Facebook come luogo prioritario di comunicazione. [Continua]

Una confessione su Zalone
Tra i molti estimatori del film di Checco Zalone è facile individuare quelli che “oddio, se dico che non mi è piaciuto mi danno dello snob che non capisce il paese reale” [Continua]

Piombino, 2009
Qualche anno fa ci impegnammo con un po’ con persone in tutta Italia per vedere se ci riusciva di spingere il neonato Partito Democratico verso andamenti più contemporanei e promettenti [Continua]

La Rue chi?
Una piccola cosa divertente sugli altalenanti approcci dei giornali alle cose. C’è un signore che si chiama Frank La Rue, che ogni tanto fa notizia in Italia. [Continua]

Sul native advertising

Improvvisare l’autorevolezza
Nel suo bel libro su padri e figli, vecchi e giovani, e adolescenti contemporanei, Michele Serra mette cose divertenti e cose intelligenti, riflessioni spicce che fanno ridere e intuizioni autocritiche che fanno pensare (o viceversa, anche). A un certo punto … Continua a leggere→

La retorica delle passioni
C’è stata qualche protesta e polemica dopo un articolo di Massimo Gramellini sulla Stampa che commentava criticamente la presunta eccessiva dipendenza del genere umano contemporaneo da regole e risultati scientifici, rappresentati dagli “algoritmi”, termine che una parte un po’ luddista della civiltà … Continua a leggere→

Notizie che non lo erano
Tutti i siti di news hanno annunciato venerdì che i figli di Silvio Berlusconi avevano formalmente inoltrato una richiesta di grazia per Berlusconi rispetto alle sue recenti condanne. La fonte era un’intervista televisiva dell’ex deputato e collaboratore di Berlusconi, Marcello … Continua a leggere→

Una cosa lunga sul bel libro di Francesco Piccolo
Sono stato convinto per gran parte della lettura del nuovo libro di Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti, che I barbari di Baricco non fosse più l’unico libro ad avere spiegato con straordinarie intelligenza e intuizione il cambiamento … Continua a leggere→

Blèroblèroblèro…
Nel crescente disprezzo di lettori, potenziali lettori, ed ex lettori per i giornali italiani c’è molto qualunquismo e conformismo antintellettuale e anti-siete-tutti-uguali (sempre gli altri, però) ma ci sono anche solide e motivate ragioni che i giornali hanno offerto per … Continua a leggere→

Farsi delle domande su Cancellieri e il carcere
Se il Ministro Cancellieri abbia fatto bene o no su Giulia Ligresti, io non lo so ancora dire: e penso che sia difficile dirlo nettamente di molte cose, figuriamoci di questa. Figuriamoci in un paese in cui la contraddizione tra … Continua a leggere→









