In Cambogia è stato graziato l’ex leader dell’opposizione Kem Sokha, condannato a 27 anni

Kem Sokha a marzo del 2023, in viaggio verso il tribunale dove avrebbe ricevuto la sua condanna a 27 anni (AP Photo/Heng Sinith)
Kem Sokha a marzo del 2023, in viaggio verso il tribunale dove avrebbe ricevuto la sua condanna a 27 anni (AP Photo/Heng Sinith)

In Cambogia è stato graziato l’ex leader dell’opposizione Kem Sokha, condannato nel 2023 a 27 anni di reclusione, da scontare ai domiciliari, con l’accusa di essersi accordato con «forze straniere» per rovesciare l’allora primo ministro Hun Sen, che ha governato il paese in maniera autoritaria dal 1985 al 2023. La grazia è stata formalmente concessa dal re Norodom Sihamoni, che però al momento sta seguendo una terapia contro il cancro: nella pratica il decreto regio è stato firmato da Hun Sen stesso, che oggi è presidente del Senato (dal 2023 la carica di primo ministro è ricoperta da suo figlio, Hun Manet). Sokha comunque non potrà lasciare il paese per i prossimi 5 anni.

Sokha, che ha 72 anni ed è co-fondatore del Partito del riscatto nazionale (sciolto dal governo nel 2017), aveva fatto appello contro la sua condanna, ma poche settimane fa un tribunale l’aveva respinta. Sia lui che quello che una volta era il suo partito hanno sempre respinto le accuse di complotto e tradimento, in un più ampio contesto di continua repressione nei confronti degli oppositori politici di Hun Sen. L’unico elemento citato come prova del presunto complotto ideato da Sokha era un video del 2013 in cui lo si vedeva parlare ai cambogiani residenti in Australia e dire di avere ricevuto il sostegno di alcuni gruppi pro-democrazia degli Stati Uniti.

Hun Sen, che ha 73 anni, è un ex comandante dei khmer rossi, i seguaci del Partito comunista cambogiano, che tra il 1975 e il 1979 imposero una violenta dittatura durante la quale furono uccise circa 2 milioni di persone (un quarto dell’intera popolazione cambogiana). In oltre 35 anni al potere con il suo Partito del Popolo ha trasformato la Cambogia in un regime autoritario, e il suo governo è stato accusato in varie occasioni di aver usato i tribunali e le forze di sicurezza per intimidire gli oppositori politici e reprimere i dissidenti.