Polizia cambogiana in tenuta antisommossa fuori dalla Corte suprema a Phnom Penh, Cambogia (AP Photo/Heng Sinith)
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  • giovedì 16 Novembre 2017

In Cambogia è stato sciolto il principale partito di opposizione

Lo ha deciso una Corte suprema non proprio indipendente su richiesta del governo, accusato di essere sempre più autoritario

Polizia cambogiana in tenuta antisommossa fuori dalla Corte suprema a Phnom Penh, Cambogia (AP Photo/Heng Sinith)

La Corte suprema della Cambogia ha annunciato oggi la dissoluzione del principale partito politico di opposizione del paese, il Partito del riscatto nazionale (PRNC), che quindi non potrà partecipare alle elezioni nazionali del prossimo anno. La Corte suprema ha accolto la richiesta che aveva fatto lo scorso 6 ottobre il governo cambogiano, guidato dal primo ministro Hun Sen, al potere dal 1985. Hun Sen è accusato da tempo di usare i tribunali e le forze di sicurezza cambogiane per intimidire gli oppositori politici e reprimere i dissidenti. Negli ultimi anni aveva lasciato dei margini di manovra al PRNC, almeno fino alla decisione presa il mese scorso di ricorrere alla Corte Suprema e chiederne la dissoluzione.

Il governo cambogiano aveva accusato il PRNC di essersi accordato con «forze straniere» per rovesciare Hun Sen. L’unico elemento citato come prova di questo presunto complotto è un video del 2013 in cui si vede il leader del PRNC, Kem Sokha, parlare ai cambogiani residenti in Australia e dire di avere ricevuto consigli dagli Stati Uniti su come meglio opporsi al governo. Il PRNC aveva respinto le accuse di complotto e tradimento.

Alcuni parlamentari di PRNC hanno già lasciato il paese, per paura di essere arrestati dopo la sentenza della Corte suprema, mentre i leader del partito sono accusati di tradimento. L’avvocato che ha rappresentato il governo cambogiano nella causa di fronte alla Corte suprema ha sostenuto che il PRNC avesse cercato di far cadere il governo in maniera illegale, con l’obiettivo di prendere il potere. Ci sono molti dubbi comunque sull’indipendenza del potere giudiziario in Cambogia: il presidente della Corte suprema, per esempio, è un membro del partito di governo. Mu Sochua, esponente di PRNC, ha detto ad AFP che la dissoluzione del suo partito potrebbe significare «la fine della vera democrazia in Cambogia» e svuotare di significato le prossime elezioni. Il PRNC, infatti, aveva ottenuto un buon risultato elettorale nel 2013, e veniva considerato da diversi analisti un avversario credibile e serio per il partito di governo.

Hun Sen, 65 anni, è uno dei leader politici più longevi del mondo: è a capo della Cambogia da 32 anni e sembra volerci rimanere ancora per molto tempo. È un ex comandante dei khmer rossi, i seguaci del Partito comunista cambogiano, che impose una dittatura in Cambogia per quattro anni, dal 1975 al 1979, durante la quale furono uccisi circa 2 milioni di persone (un quarto dell’intera popolazione cambogiana). Negli ultimi anni la Cambogia è cresciuta parecchio economicamente, ma il suo governo è stato accusato da diverse organizzazioni umanitarie, tra cui Human Rights Watch, di violare i diritti umani e reprimere l’opposizione.