La storia di Kim Phúc e della foto più famosa della guerra in Vietnam
L'8 giugno del 1972 fu fotografata nuda e in lacrime dopo un bombardamento al napalm: oggi sarà tra gli ospiti di "Che tempo che fa"

L'8 giugno del 1972 fu fotografata nuda e in lacrime dopo un bombardamento al napalm: oggi sarà tra gli ospiti di "Che tempo che fa"

A nove anni Kim Phúc fu fotografata nuda e in lacrime dopo un bombardamento al napalm: dopo quarant'anni sarà curata gratis negli Stati Uniti (e fotografata dallo stesso reporter di allora)


Nella guerra che finì cinquant'anni fa usarono le bombe al napalm e l'agente arancio, che continuano a contaminare l'ambiente e causare problemi di salute

E della protagonista di una delle immagini più famose della guerra in Vietnam, scattata l'8 giugno 1972

L’immagine che meglio mostrò gli orrori della guerra in Vietnam è attribuita a un fotografo di Associated Press, ma un nuovo documentario sostiene sia stata scattata da un freelance

È quanto hanno stabilito le lunghe indagini dell'agenzia Associated Press e della fondazione World Press Photo, che però hanno preso decisioni opposte su chi la firmerà d'ora in poi



Ha provato a imitare Mark Greenway, cantante dei Napalm Death, e prevedibilmente non è andata molto bene

Era stata scelta per illustrare una pagina di Facebook di storie sulla città, ma è stata bloccata perché contiene nudità


Dopo aver rimosso più di 60 bombe di vario genere, mentre è stata resa pubblica l'identità di tutti i morti nella strage del cinema

È morto ieri a 79 anni un leggendario fotografo di guerra, vincitore di due premi Pulitzer e autore di immagini bellissime e terribili

Associated Press ha scelto 250 foto scattate dai suoi corrispondenti in quegli anni, e le ha messe in un gran bel libro fotografico


Il blog Art Hostage analizza i furti d'arte e offre consigli e suggerimenti alle forze di polizia

Si terrà al Mudec fino ad aprile e analizza lo stile, la tecnica e il contenuto in 80 lavori del più famoso street artist al mondo

La bomba atomica fu sganciata lì settant'anni fa per un caso, e anche perché in Giappone non era rimasto molto altro da distruggere
