Le pistole personalizzate regalate ai leader della Nato da Erdogan
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Al termine della riunione della Nato che si è svolta in Turchia martedì e mercoledì, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha regalato a tutti i leader presenti una pistola con il loro nome inciso sulla canna, accompagnata da sei proiettili. Come ha scritto il primo ministro ungherese Péter Magyar, è un regalo quanto meno «insolito». Erdogan non ha spiegato pubblicamente le ragioni di questo dono.
Le pistole sono state consegnate ai leader in una scatola rossa foderata di nero. Sono delle rivoltelle fabbricate in Turchia, sulle quali oltre al nome del leader sono incise anche la mezzaluna e la stella della bandiera turca. Insieme c’è anche un biglietto di accompagnamento con cui l’arma viene esentata dai controlli sulle esportazioni.
Il primo leader a parlare ai media delle pistole è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha raccontato del bizzarro regalo alle persone che erano con lui sul volo di ritorno da Ankara, la capitale turca. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha commentato direttamente il dono di Erdogan, ma dal governo hanno fatto sapere che l’arma è stata portata in Italia, dove è stata presa in carico dal personale autorizzato e poi è stata registrata a Palazzo Chigi, la sede del governo, come avviene di solito per i regali ricevuti dai presidenti del Consiglio.
Il primo ministro belga, Bart De Wever, ha scoperto della pistola solo una volta atterrato in Belgio, restandone molto sorpreso, e l’ha consegnata alla polizia. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ringraziato Erdogan e ha detto che avrebbe donato la pistola a un museo militare. Alcuni leader, tra cui Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro olandese Rob Jetten hanno invece lasciato la pistola in Turchia. Il primo ministro canadese Mark Carney ha portato la pistola con sé ma ha lasciato le munizioni in Turchia.


