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  • Mercoledì 8 luglio 2026

Trump contro l’Europa, di nuovo

Alla riunione della Nato ad Ankara è tornato a prendersela con gli alleati, com'era prevedibile: ce n'è anche per l'Italia

Trump all'incontro della Nato, l'8 luglio 2026 (AP/Filip Singer)
Trump all'incontro della Nato, l'8 luglio 2026 (AP/Filip Singer)

Mercoledì alla riunione della Nato in Turchia il presidente statunitense Donald Trump è tornato a criticare i paesi europei che fanno parte dell’alleanza, usando toni molto aggressivi. Le critiche sono notevoli per come sono arrivate: Trump stava incontrando dei giornalisti insieme a Mark Rutte, il segretario generale della Nato. Rutte è noto per essere uno dei leader più accomodanti nei suoi confronti, e perlopiù non ha reagito alle sue critiche.

Trump ha ribadito che gli Stati Uniti vogliono controllare la Groenlandia, e di non essere contento per come gli alleati della Nato non l’abbiano assecondato. Ha anche criticato la Nato perché «non ha fatto nulla per aiutarci contro il paese sostenitore numero uno del terrorismo, l’Iran». Ha poi accusato direttamente alcuni governi europei: la Francia, il Regno Unito, la Germania, l’Italia e la Spagna.

Di fatto è successo quello che i governi europei temevano maggiormente: un’esplosione di rabbia di Trump, che ancora una volta ha mostrato le grosse divisioni dentro all’alleanza. Una delle più evidenti riguarda proprio la Groenlandia, che fa parte del Regno di Danimarca, anche se ha grandi autonomie. Mercoledì la prima ministra danese Mette Frederiksen ha ripetuto che la Groenlandia «non è in vendita»: «siamo uno stato sovrano, e tutti devono rispettare la nostra integrità territoriale», ha detto, dicendo che la Danimarca è pronta a difendere «ogni centimetro di territorio della Nato, incluso il nostro».

Il presidente statunitense Donald Trump, a sinistra, insieme a Mark Rutte, l'8 luglio 2026 ad Ankara (AP/Francisco Seco)

Il presidente statunitense Donald Trump, a sinistra, insieme a Mark Rutte, l’8 luglio 2026 ad Ankara (AP/Francisco Seco)

Trump è tornato a criticare l’Italia, sostenendo che la scelta del governo italiano di non permettere l’utilizzo delle basi in Italia per compiere operazioni militari in Iran sia stata «una pessima decisione». Il governo italiano aveva avuto una posizione critica riguardo alla guerra in Iran. Gli Stati Uniti avevano continuato a utilizzare le basi, ma il governo ha detto che lo avevano fatto solo per missioni “non cinetiche”, cioè operazioni di logistica e di rifornimento.

Trump se l’è poi presa in particolare con la Spagna, sostenendo che sia «una causa persa» e «un partner terribile della Nato». L’ha criticata per la sua resistenza ad aumentare le spese militari e ha minacciato di interrompere i rapporti commerciali, benché non possa farlo, dal momento che la Spagna fa parte dell’Unione Europea, e che quest’ultima agisce come un blocco unico nelle questioni commerciali. Trump aveva già fatto critiche simili un anno fa, quando la Spagna aveva formalizzato il suo rifiuto ad aumentare le spese militari. Il governo spagnolo, che è guidato dal primo ministro socialista Pedro Sánchez, è uno di quelli che hanno criticato più duramente gli Stati Uniti per avere attaccato l’Iran.

Trump è da sempre molto critico nei confronti della Nato, e sostiene che gli Stati Uniti spendano troppo per la sicurezza dei paesi europei. Lo ha fatto anche mercoledì, dicendo che gli Stati Uniti hanno speso «più di mille miliardi» per proteggere l’Europa dalla Russia e che «è una faccenda che non ci riguarda, dal momento che stiamo dall’altra parte dell’oceano».

Spesso Trump ha minacciato di abbandonare l’alleanza, di cui gli Stati Uniti sono il paese più importante, e anche di non soccorrere i paesi che non aumentano abbastanza le proprie spese militari, nell’eventualità in cui dovessero essere attaccati. La sua amministrazione ha anche detto che diminuirà il numero di soldati e mezzi presenti in Europa (anche se poi ha almeno in parte cambiato idea), oltre a quello delle forniture militari: per gli eserciti europei è un problema, dal momento che potrebbe privarli di alcune importanti tecnologie per la loro difesa.

In mezzo a tutte le difficoltà dell’Europa, c’è stata però una buona notizia per il governo ucraino. Trump ha annunciato che gli Stati Uniti concederanno all’Ucraina la licenza per produrre da soli i sistemi di difesa Patriot: sono missili terra-aria che vengono usati per colpire aerei, missili da crociera (che seguono cioè traiettorie guidate) e missili a corto raggio. L’Ucraina ne ha un grande bisogno, per intercettare i missili lanciati dalla Russia, e chiedeva da tempo il permesso di produrli.

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