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  • Mercoledì 8 luglio 2026

Nigel Farage sta tentando una mossa azzardata

Il leader di Reform UK si è dimesso da parlamentare solo per farsi rieleggere, sperando di distogliere l'attenzione da due indagini a suo carico

Nigel Farage alla Camera dei Comuni di Londra, il 13 maggio del 2026 (Toby Melville/Pool Photo via AP)
Nigel Farage alla Camera dei Comuni di Londra, il 13 maggio del 2026 (Toby Melville/Pool Photo via AP)
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Martedì Nigel Farage, il leader del partito di destra populista Reform UK, ha detto che si dimetterà da parlamentare per il collegio di Clacton-on-Sea e che si ricandiderà alle elezioni suppletive che si terranno come conseguenza delle sue dimissioni. Lo ha fatto – e non per caso – dopo che la commissione etica del parlamento britannico aveva aperto una seconda indagine sui finanziamenti del suo partito, accusato di aver ricevuto donazioni illecite per milioni di sterline.

Farage ha detto di voler consentire agli elettori di Clacton-on-Sea di «giudicare le [sue] azioni» e ha presentato l’elezione come una sfida del «popolo contro l’establishment» e come «un’occasione per infilare due dita su per l’intero establishment». Questa è la retorica abituale di Farage, che ha sempre cercato di presentare se stesso come il difensore dei valori popolari contro la corruzione dell’ordine costituito e dei media mainstream. Reform UK è attualmente il primo partito nel Regno Unito secondo i sondaggi.

Praticamente tutta la politica britannica ha giudicato l’annuncio di dimissioni di Farage come una trovata per distogliere l’attenzione dai suoi presunti finanziamenti illeciti. Per questo i leader di tutti i principali partiti britannici (Conservatori, Laburisti, Liberaldemocratici, Verdi e altri) hanno dichiarato che non si presenteranno all’elezione suppletiva, che dovrebbe tenersi fra agosto e settembre: una decisione che rischia di indebolire la retorica di Farage.

Kemi Badenoch, la leader dei Conservatori, arrivati secondi alle scorse elezioni a Clacton-on-Sea, ha detto che il suo partito non parteciperà a «queste elezioni fasulle, che Nigel Farage sta organizzando per distrarre l’attenzione della gente da ciò che sta accadendo».

L’unico che al momento ha detto che si candiderà è il comico Jon Harvey, che si presenta regolarmente alle elezioni suppletive con un costume da bidone della spazzatura e lo pseudonimo di Count Binface, senza vincere mai. Se i partiti dovessero mantenere i loro intenti, la sfida a Clacton sarebbe tra Farage e Count Binface.

Nella prima indagine contro di lui Farage è accusato di non aver dichiarato una donazione da 5 milioni di sterline del miliardario e investitore in criptovalute Christopher Harborne, ricevuta pochi mesi prima delle elezioni legislative del 2024 (in cui aveva vinto il seggio a Clacton-on-Sea con il 46,2 per cento dei voti). Il regolamento del parlamento britannico prevede che tutti i deputati neoeletti debbano dichiarare regali o donazioni ricevute nei 12 mesi precedenti alla loro elezione e correlati alle loro «attività parlamentari o politiche». Non devono farlo invece per donazioni e benefici di natura «puramente personale».

Farage ha sostenuto che la donazione rientrasse in questa categoria e che lui avesse usato i soldi per coprire le spese relative alla sua sicurezza personale. Ha più volte difeso quello che lui definisce un diritto delle persone che ricoprono incarichi pubblici di ricevere donazioni da persone facoltose.

Nella seconda indagine, rivelata la settimana scorsa, l’organo di controllo del Parlamento lo accusa di non aver dichiarato i finanziamenti fatti dal finanziere e suo stretto collaboratore George Cottrell, sempre durante la campagna elettorale per le elezioni del 2024. Il sostegno finanziario di Cottrell avrebbe incluso il pagamento di personale addetto alla sicurezza e ai social media di Farage e dell’affitto di un immobile vicino a Buckingham Palace che Farage usava. Nel 2017 Cottrell ha scontato otto mesi di carcere negli Stati Uniti dopo aver patteggiato in un processo in cui era accusato di riciclaggio di denaro, frode telematica, ricatto ed estorsione e in cui rischiava fino a 20 anni.

Anche in questo caso Farage ha negato tutte le accuse e i suoi avvocati e quelli di Cottrell hanno definito il finanziere «un volontario non retribuito senza alcun ruolo formale in Reform UK, come molte migliaia di membri del partito».

Nigel Farage a Walton-on-the-Naze, il 7 maggio del 2026 (AP Photo/Richard Pelham)

Non è poi così chiaro cosa Farage si aspetti di ottenere da questa elezione suppletiva, dato che le indagini nei suoi confronti potranno continuare che lui venga rieletto o meno. Se dovessero accertare che un illecito è stato commesso inoltre è possibile che la commissione chieda una sospensione di Farage dal suo ruolo di deputato, innescando un meccanismo che potrebbe portarlo a dover affrontare un’altra elezione suppletiva fra pochi mesi.

È possibile che Farage stia cercando di mostrare di avere ancora il mandato degli elettori nonostante le indagini. Sta probabilmente cercando anche di riaffermare la sua popolarità: Reform UK è primo nei sondaggi da più di un anno, ma negli ultimi mesi i suoi consensi sono stati in lieve calo, e al contempo sono aumentati i conflitti interni al partito fra chi vorrebbe spostarlo su una linea più moderata e chi su posizioni ancora più estreme. Il partito ha comunque ottenuto ottimi risultati nelle elezioni locali di maggio a scapito dei Laburisti del primo ministro Keir Starmer, che a giugno ha annunciato le sue dimissioni.

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