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  • Mercoledì 8 luglio 2026

Gli Stati Uniti hanno bombardato di nuovo l’Iran

In risposta agli attacchi contro tre petroliere nello stretto di Hormuz: l'Iran ha risposto colpendo obiettivi statunitensi in Bahrein e Kuwait

L'attacco sull'Iran in un video pubblicato dal comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM)
L'attacco sull'Iran in un video pubblicato dal comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM)
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Nella notte tra martedì e mercoledì gli Stati Uniti hanno attaccato di nuovo l’Iran, in risposta agli attacchi contro tre petroliere che passavano nello stretto di Hormuz. Il comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che sono stati colpiti più di 80 obiettivi in Iran, tra cui sistemi di difesa aerea, radar e oltre 60 piccole barche utilizzate nello stretto di Hormuz dai Guardiani della Rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran. Mercoledì mattina i Guardiani della Rivoluzione hanno detto di aver risposto colpendo obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait.

Gli attacchi sono stati compiuti mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran erano stati messi in pausa per i grandi funerali dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, che sono iniziati il 4 luglio e andranno avanti fino al 9. La Guida Suprema è la massima autorità politica e religiosa dell’Iran: Khamenei era stato ucciso a Teheran da un bombardamento israeliano lo scorso 28 febbraio, il primo giorno della guerra in Medio Oriente.

Il 17 giugno Stati Uniti e Iran avevano firmato un pre-accordo con l’obiettivo di mettere fine alla guerra, ma pochi giorni dopo si erano attaccati nuovamente a vicenda, anche in quel caso dopo che l’Iran aveva colpito una nave portacontainer nello stretto di Hormuz.

Gli ultimi attacchi contro le tre petroliere nello stretto di Hormuz non sono stati rivendicati dall’Iran, anche se è molto probabile che dietro ci sia il regime iraniano. I media di stato iraniani avevano detto che almeno una delle navi, la prima a essere attaccata, aveva tentato di attraversare il passaggio rifiutandosi di seguire le indicazioni del regime.

Da quando l’Iran ha assunto il controllo dello stretto, a marzo, lo ha usato come leva negoziale e ha sempre ribadito che intende continuare a controllarlo, minacciando anche di attaccare le navi che lo attraversano senza seguire le sue indicazioni.

Il regime iraniano chiede alle petroliere di seguire una rotta vicina alle coste dell’Oman, paese con cui ha avviato trattative per una gestione condivisa. Sostiene sia l’unica libera dalle mine navali piazzate dalla marina iraniana durante la guerra. L’Iran pretende anche che le navi paghino un pedaggio, cosa che prima della guerra avviata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran non avveniva.

– Leggi anche: In che senso adesso c’è troppo petrolio?!?