L’albero a cui tendiamo
«Ben prima di una cultura, cercare di dare un senso agli eventi, di metterli in ordine, di distinguere le cose giuste da quelle ingiuste, è l’istintiva reazione di chi non vuole farsi travolgere dalla piena della Storia»

«Ben prima di una cultura, cercare di dare un senso agli eventi, di metterli in ordine, di distinguere le cose giuste da quelle ingiuste, è l’istintiva reazione di chi non vuole farsi travolgere dalla piena della Storia»

A raccontare le cose che facciamo, a salutarsi, a vedere quelle che fanno gli altri

«È a questo punto che entra in scena Giulia. Ha una salopette arancione uguale alla mia, si china ad aprire la nassa e ne tira fuori granchi e pesci, subito ributtati in mare; diverso invece è il destino degli astici. Io osservo senza sapere cosa ci faccio lì, con la sensazione che, in un'altra vita possibile, ad aiutare Josh avrei potuto esserci io».

La frammentazione vista alle recenti elezioni avvantaggia la sua destra populista, che non è mai stata così forte e organizzata

Al Giro d’Italia c’è anche il motocronista, che sta in mezzo alla corsa per raccontarla mentre succede

Chi sono e cosa fanno i funzionari dei ministeri che compongono il cosiddetto “gabinetto”, come quelli licenziati all'improvviso da Alessandro Giuli

30 secondi prima di ucciderlo, l'intelligence israeliana ha detto ad Ahmad Turmus: «Vuoi morire con le persone che ti stanno intorno o da solo?»



È il libro della corsa, lungo centinaia di pagine e stampato in migliaia di copie: e sì, ha a che fare con “l’eroe dei due mondi”

Lo ha dimostrato a Miami, nella sua terza vittoria consecutiva in Formula 1

Il 14 marzo 1998 due ragazze uccisero una loro amica: non è mai stato chiarito con certezza perché lo fecero

Autori e registi dicono che è quello che gli viene richiesto, ma non va preso come il segno di un instupidimento dell'umanità

Dopo un intero mese senza gare, con regole un po' diverse e con un giovanissimo italiano in testa alla classifica

Le truffe sul decreto flussi hanno fatto aumentare le persone che restano lì senza riparo e dormono sui marciapiedi: per evitarlo basterebbe poco

«Dieci anni fa ho lasciato la mia vita precedente: ho impacchettato la macchina di cibo e vestiti, e sono partito per un campo profughi. La scelta più significativa e importante della mia vita, ma anche la meno rischiosa. Oggi posso dirmi felice?»

A Madrid il tennista italiano affronterà il formidabile 19enne Rafael Jódar, che sta facendo faville e che per certi versi gli somiglia

Non solo perché è un pezzo importante della cultura locale – con la sua nomenclatura oscura per il resto d'Italia – ma anche perché produce un giro d'affari da 900 milioni di euro l'anno

