Storia e storie di Villa Certosa, la celebre residenza che fu di Berlusconi in Sardegna
Un luogo di feste sfarzose ma anche sede di incontri con leader internazionali, che aveva persino un vulcano per impressionare gli ospiti

Villa Certosa, l’enorme e lussuosa residenza in Sardegna dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà venduta alla famiglia reale del Qatar. È stata per anni al centro della cronaca politica estiva, italiana e non solo: nei quasi tre decenni della sua attività politica Berlusconi ci ha quasi sempre passato il mese di agosto, un periodo in cui l’attività politica a Roma è molto ridotta. Villa Certosa diventava così per Berlusconi non solo un posto per passare le vacanze, ma la sede di incontri con capi di stato e di governo stranieri, politici italiani e internazionali, amici e giornalisti.
Berlusconi era solito usare le proprie residenze private come luoghi da cui gestire la sua attività politica e di governo: oltre a Villa Certosa divennero noti per esempio Palazzo Grazioli a Roma e la villa di Arcore, in Brianza. Era un fatto nuovo e inusuale, e periodicamente ne nacquero polemiche.
Per via degli incontri diplomatici internazionali che ospitava, nel 2004 Villa Certosa fu addirittura classificata dal governo come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio», cioè di Berlusconi: concretamente significava che era considerata al pari delle altre sedi istituzionali, come Palazzo Chigi a Roma, e autorizzava Berlusconi a svolgere da lì la sua azione di governo.
Sulla base di questa classificazione, sempre nel 2004, il ministero dell’Interno poté far valere il segreto di Stato per impedire alla procura di Tempio Pausania di fare ispezioni per presunti abusi edilizi e reati ambientali. Il segreto di Stato è un vincolo giuridico che un presidente del Consiglio può mettere su qualsiasi cosa la cui rivelazione potrebbe causare danni alla Repubblica. La procura fece allora ricorso alla Corte costituzionale, e il ministero dell’Interno tolse il segreto di Stato nel 2005, poco prima che si esprimesse sul caso.

In un certo senso Berlusconi fu precursore di un’abitudine che negli ultimi anni è stata spesso associata al presidente statunitense Donald Trump. Entrambi hanno fatto un uso pubblico e politico delle loro proprietà, solitamente costruite o ristrutturate con stili eccentrici ed esagerati, a testimonianza di una decisa refrattarietà ai rituali della politica ingessata. Villa Certosa è stata il simbolo più evidente di questo atteggiamento di Berlusconi, al pari del resort di Mar-a-Lago di Trump in Florida.
Villa Certosa in realtà non è una sola villa, ma un complesso che ne comprende sette, più varie altre dépendance e strutture aggiuntive. Si trova sopra una collinetta affacciata sul mare, 20 minuti in macchina a nord di Olbia, nel nord-est della Sardegna. Delle stravaganze presenti nella villa si potrebbe scrivere un libro intero. Tra le più notevoli e citate ci sono: il bunker antinucleare, l’anfiteatro, il giardino dei dolmen, la grotta di Nettuno, un finto nuraghe, i laghetti artificiali con cigni e isole, diverse sculture in pietra o in bronzo raffiguranti corpi umani nudi, il percorso di talassoterapia (un sistema di cinque piscine poste su più livelli con acqua di mare).

Villa Certosa vista dal mare (Antonello Zappadu/ANSA)

Un chiostro interno di Villa Certosa (Antonello Zappadu/ANSA)
C’era poi un famigerato vulcano: una sorta di piccola collina artificiale con dentro un meccanismo che, se attivato a distanza, riproduceva un’eruzione. La notte di Ferragosto del 2006, quando lo mise in funzione per la prima volta per allietare una comitiva di suoi ospiti, alcune persone che abitavano nei paraggi allertarono la Protezione civile.
Discorso a parte va fatto per le piante. Berlusconi era un appassionato di giardinaggio e quindi curava molto l’aspetto vivaistico della villa. Aveva centinaia di palme, ibiscus e cactus. Tra i cactus c’era pure quello che Berlusconi diceva assomigliare al «cervello di Tremonti», quando quest’ultimo era il ministro dell’Economia del suo governo, perché «è tutto contorto, ma pieno di roba».
L’aspetto della residenza è stravagante almeno quanto lo sono state la sua storia e le cose che ci sono successe. Berlusconi la acquistò da Flavio Carboni, un noto imprenditore sardo morto nel 2022 implicato in diverse faccende controverse della storia italiana recente, che decise di venderla alla fine degli anni Settanta per ripagare parte degli ingenti debiti che aveva accumulato. Berlusconi le cambiò il nome da Villa Monastero a Villa Certosa, e incaricò poi il suo architetto di fiducia Gianni Galimondi di ristrutturarla e ampliarla.
Dal 2001, quando Berlusconi divenne presidente del Consiglio per la seconda volta, successero poi i fatti più interessanti e curiosi. Negli anni successivi ospitò nella villa diversi capi di Stato e di governo stranieri, come l’ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush, l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, gli ex primi ministri spagnoli José Maria Aznar e José Zapatero.

Un incontro a Villa Certosa tra Berlusconi e il Presidente egiziano Mubarak, luglio 2008 (LIVIO ANTICOLI/ANSA)
Rimase celebre la visita di Tony Blair, primo ministro laburista britannico, nell’agosto del 2004. Blair aveva una grossa simpatia per Berlusconi, pur essendo di orientamento politico opposto. Aveva accettato quell’invito dopo varie insistenze, ma voleva in ogni modo evitare di mostrarsi accanto a Berlusconi, e per questo aveva pregato sua moglie Cherie di frapporsi sempre tra loro due davanti ai giornalisti.
Le foto finirono per suscitare clamore per altri motivi: nell’accompagnare Blair e sua moglie per il centro di Porto Rotondo, località turistica molto nota lì vicino, Berlusconi si mostrò per la prima volta con in testa una bandana diventata poi celebre. Si scoprì più tardi che serviva a coprire i segni del reimpianto dei capelli fatto poche settimane prima in un centro d’eccellenza a Ferrara. Quella sera, tornati a Villa Certosa, Berlusconi omaggiò Blair con uno spettacolo pirotecnico personalizzato: in cielo i fuochi d’artificio disegnarono la scritta “W TONY”.

Blair e sua moglie Cherie durante la loro visita a Villa Certosa con Berlusconi (Frezza/Lafata/LaPresse)
Il presidente russo Vladimir Putin, che fu molto amico di Berlusconi, soggiornò diverse volte nella villa. La prima, nel 2003, fu particolarmente scenografica. La visita durò tre giorni e Putin fu accompagnato da diverse navi da guerra russe, come l’incrociatore lanciamissili Moskva (che è poi stato affondato nell’aprile 2022 nel Mar Nero dall’Ucraina).

Berlusconi e Putin insieme a Villa Certosa nell’agosto del 2003 (ANSA / ITAR-TASS POOL/ DEF)
Durante le visite di Putin venivano organizzate sfarzose feste alla villa. Che ci fosse un invitato come Putin o meno, erano spesso accompagnate dalle esibizioni di Mariano Apicella, cantautore e amico di Berlusconi. Apicella e Berlusconi avevano scritto anche diverse canzoni insieme. Nel 2008, proprio in occasione di una festa a Villa Certosa, duettarono sulle note di una delle più celebri: “Meglio ‘na canzone”.
Tra i 2007 e il 2009 il fotografo Antonello Zappadu fece di nascosto diverse foto a Villa Certosa, ritraendo Berlusconi e i suoi ospiti in atteggiamenti disinibiti. Alcune foto scattate nel 2008 ritraevano l’ex primo ministro della Repubblica Ceca Mirek Topolánek nudo a bordo piscina: furono pubblicate nel 2009 sul quotidiano spagnolo El País. In Italia le foto erano state sequestrate dal Garante della privacy, l’autorità che controlla che vengano rispettate le norme sulla protezione dei dati personali, dopo che i legali di Berlusconi avevano denunciato Zappadu per violazione di domicilio e della privacy, oltre che per truffa. Zappadu venne assolto da tutte le accuse.
L’allora direttore del País Javier Moreno, difendendo la scelta di pubblicare le foto di Zappadu, disse che «ciò che le foto trasmettono» è «quella confusione tra la sfera pubblica e privata, una sorta di miscuglio immorale, che sta degradando lo Stato democratico in Italia».
A Villa Certosa Berlusconi concedeva anche interviste a giornalisti italiani e stranieri. Nel 2003 ne fece una che suscitò molto clamore con Boris Johnson, ex primo ministro britannico conservatore e all’epoca giornalista della rivista britannica The Spectator. Johnson intervistò Berlusconi insieme a un altro giornalista, Nicholas Farrell, che aveva da poco scritto un libro su Benito Mussolini. Farrell lo sollecitò a fare un confronto tra la dittatura fascista di Mussolini in Italia e quella di Saddam Hussein in Iraq (che era finita da poco, dopo 24 anni), e Berlusconi disse: «Quella fu una dittatura molto più benevola: Mussolini non uccise nessuno. Mussolini mandava le persone in vacanza per confinarle».
Villa Certosa è stato anche il luogo da cui Berlusconi provò un’ultima ambiziosa impresa politica, finita in modo fallimentare: farsi eleggere presidente della Repubblica. Le elezioni erano previste per il gennaio del 2022, e nell’agosto del 2021 Berlusconi invitò proprio a Villa Certosa alcuni dei principali esponenti della destra e non solo, nel tentativo di convincerli a farlo votare dai loro partiti in parlamento come nuovo presidente: ci andarono Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, Matteo Salvini e la sua compagna Francesca Verdini, Pier Ferdinando Casini e Matteo Renzi.
Alla fine nel 2022 fu rieletto Sergio Mattarella. Di quel maldestro tentativo di Berlusconi rimane il racconto della visita alla villa che fece La Russa in un’intervista al Corriere della Sera: «Ci ha portato in giro per la villa guidando la macchinetta elettrica come un pazzo, prendeva le curve come un pilota di Formula 1. Lui e Giorgia Meloni davanti; io e la fidanzata di Berlusconi, Marta Fascina, dietro. La fidanzata gli urlava “vai piano!”. Ma lui niente».
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