Da quattro giorni l’Etna sta bloccando l’aeroporto di Catania

A causa delle eruzioni centinaia di voli sono stati cancellati, ritardati e dirottati, e molte persone si sono dovute accampare

Passeggeri in attesa all'aeroporto di Catania, 8 agosto (ANSA/Orietta Scardino)
Passeggeri in attesa all'aeroporto di Catania, 8 agosto (ANSA/Orietta Scardino)

All’aeroporto di Catania Fontanarossa i voli in arrivo e in partenza sono in parte bloccati da quattro giorni a causa delle ceneri provocate dall’eruzione dell’Etna, che si trova poco distante. La Sac, la società che gestisce l’aeroporto, ha comunicato la sospensione degli arrivi almeno fino alle 19 di martedì, mentre ha detto che le partenze sono consentite: negli ultimi giorni però la situazione è cambiata spesso e l’attività ha funzionato molto a intermittenza.

Da mezzanotte risulta decollato solo un aereo diretto a Bologna e le partenze stanno subendo molti ritardi. Gli ultimi voli in arrivo invece sono stati cancellati o dirottati sugli aeroporti di Comiso e Palermo.

In quattro giorni di blocco centinaia di voli sono stati ritardati, cancellati e dirottati su altri scali. Circa un centinaio di voli in arrivo e una novantina di voli in partenza sono stati dirottati o riprogrammati dall’aeroporto di Catania all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, la cui gestione è stata messa molto sotto pressione.

Ai passeggeri dirottati su Palermo sono stati messi a disposizione treni straordinari per il trasferimento nello scalo di Catania, che però hanno dovuto seguire la tratta che passa da Messina, a causa di lavori sulla linea che collega le due città in modo diretto. Alcune compagnie aeree che hanno dovuto riprogrammare la partenza dei loro voli hanno organizzato autobus per gli spostamenti dei passeggeri. Tra i viaggiatori c’è chi ha riferito che i taxi e le navette private per spostarsi da uno scalo all’altro arrivavano a costare anche 700 euro.

Passeggeri in attesa all’aeroporto di Catania (ANSA/Orietta Scardino)

Molte persone hanno trascorso le giornate e le notti accampate in aeroporto in attesa di indicazioni. Alcuni viaggiatori hanno raccontato a Repubblica di aver avuto difficoltà a trovare una sistemazione in albergo e di aver dovuto anticipare il pagamento per poi chiedere il rimborso. Altri hanno lamentato lunghe file agli info point dell’aeroporto e hanno detto di non aver ricevuto la necessaria assistenza da parte delle compagnie aeree, che non hanno fornito voucher per l’acquisto di bevande e pasti.

Le limitazioni e le chiusure temporanee provocate dall’eruzione dell’Etna avvengono con una certa frequenza all’aeroporto di Catania. Vengono decise per motivi di sicurezza quando le nubi di cenere vulcanica raggiungono lo spazio aereo e le piste di decollo e atterraggio.

Da anni si discute dell’ipotesi di realizzare un nuovo scalo al centro della Sicilia, oppure di spostare parte del traffico aereo su altri aeroporti, come quello di Comiso, a sud-est della Sicilia e a un centinaio di chilometri da Catania: è sempre gestito dalla Sac e nell’ultimo anno ha aumentato l’attività, dopo un periodo in cui era stato spesso vuoto. Diversi esperti di trasporti sentiti dai giornali locali però fanno notare da tempo che la soluzione più efficiente sarebbe migliorare la connettività tra gli scali, investendo su ferrovie e strade.