Eni metterà un limite al prezzo dei carburanti
Dal 28 settembre e per ora per trenta giorni, visto che nel frattempo si ridurrà lo sconto sulle accise del governo
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L’azienda petrolifera italiana Eni ha detto che dal 28 settembre introdurrà un limite massimo al prezzo del carburante venduto nelle sue stazioni di servizio, dopo che il governo aveva deciso di eliminare o ridurre progressivamente lo sconto sulle accise dei carburanti. Nelle stazioni Eni i prezzi massimi saranno di 2,19 euro al litro sul gasolio e 1,99 sulla benzina, circa 17 centesimi in meno rispetto ai prezzi medi attuali della stessa Eni.
L’azienda ha detto che la riduzione sarà valida per 30 giorni, con possibile rinnovo fino a fine anno. Non ha spiegato quali criteri influiranno sulla scelta di estendere o meno il limite ai prezzi, ma è possibile che dipenderanno da ulteriori decisioni del governo sulle accise. Intanto il governo ha ringraziato l’azienda.
Secondo i dati rilevati dal ministero dei Trasporti, pubblicati il 25 settembre, il prezzo medio del gasolio in Italia è di 2,34 euro al litro, il più alto da quando si registrano le serie storiche; quello della benzina di 2,15. Dall’inizio della guerra in Medio Oriente il governo ha provato a contrastare l’aumento dei prezzi riducendo le imposte su gasolio e benzina (cioè le accise), con risultati dibattuti.
L’ultimo sconto sulle accise del gasolio era stato prorogato mercoledì scorso: durerà fino al 5 ottobre e sarà di 6 centesimi (la metà dei 12 previsti finora). Gli ultimi sconti sulle accise della benzina invece erano scaduti a luglio. Per gli sconti il governo ha speso quasi due miliardi e mezzo di euro: una cifra enorme, criticata perché ha avuto effetti minimi sul prezzo ed è stata distribuita senza un criterio di proporzionalità (lo sconto cioè si applica a tutti, non solo a chi ne ha più bisogno).
È inoltre una misura che spinge ad aumentare i consumi – visto che una parte del costo è pagato dallo Stato e non dai consumatori – facendo aumentare la domanda, e quindi il prezzo finale. Dato che l’attuale situazione è caratterizzata da una riduzione dell’offerta, molti esperti ritengono che sarebbe più efficace limitare i consumi.



