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  • Venerdì 25 settembre 2026

A Belluno un libro per le scuole è diventato un caso

Finanziato dalla Regione Veneto, sostiene tesi antiscientifiche sul cambiamento climatico ed è finito in parlamento

(Dalla pagina Facebook Contro la Deriva Antropologica e La Censura)
(Dalla pagina Facebook Contro la Deriva Antropologica e La Censura)
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Un libro sul cambiamento climatico distribuito nelle scuole superiori di Belluno è da alcuni giorni al centro di un caso politico che ha coinvolto la Regione Veneto ed è finito in parlamento. Il motivo è che contiene tesi antiscientifiche e nega esplicitamente le responsabilità umane del cambiamento climatico. Nel libro si legge infatti che «l’incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non è causato dalle emissioni antropiche».

Il libro s’intitola “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni”, è stato scritto dal presidente dell’ordine dei geologi del Veneto Giorgio Giacchetti, e stampato e distribuito anche grazie al sostegno della Regione Veneto, che ha finanziato il suo autore con quasi 30mila euro.

I primi ad accorgersi che c’era qualcosa che non andava sono stati i docenti e gli studenti delle scuole, che hanno contattato il Centro nazionale delle ricerche (Cnr), per verificare che i loro dubbi fossero fondati. Il libro è stato analizzato dal professor Carlo Barbante dell’università Ca’ Foscari di Venezia, che si occupa da anni di ricostruzioni climatiche e ambientali. Il docente ha scritto una lettera al Comune e alla Regione in cui, oltre a sottolineare che la causa del riscaldamento climatico non è «controversa», chiedeva la revoca libro.

La pubblicazione è stata contestata, tra gli altri, anche dall’Accademia dei lincei e dal dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova. La Società geologica italiana ha scritto che «decenni di osservazioni, misurazioni e studi interdisciplinari dimostrano che le attività umane, soprattutto attraverso le emissioni di gas a effetto serra, sono la causa principale del riscaldamento globale in atto». Aggiungendo che non si possono presentare agli studenti «opinioni e ipotesi prive di adeguato sostegno scientifico come equivalenti a conclusioni fondate». Rodolfo Carosi, presidente della Società geologica italiana, ha detto alla Stampa che «è vero che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, ma è la loro rapidità a rendere questo periodo assolutamente anomalo».

Tutti i cambiamenti climatici del passato, se si escludono quelli causati da un gigantesco asteroide, avvennero nel corso di migliaia di anni, non in qualche decina. Dall’inizio della Rivoluzione industriale (metà del Settecento) l’umanità ha immesso miliardi e miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2) e altri gas serra nell’atmosfera. Fino agli anni Cinquanta si pensava che questi gas potessero essere assorbiti dagli oceani (in parte lo sono, e infatti li hanno resi più acidi) e non si sarebbero accumulati nell’atmosfera, ma dal 1957 si cominciò a capire che non era così.

Il caso è anche stato discusso in Parlamento. Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione parlamentare mentre la responsabile della Conversione ecologica del PD, Annalisa Corrado, ha chiesto di «ritirare immediatamente l’opuscolo». Sono intervenuti anche Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, il senatore e vicepresidente di Italia Viva Enrico Borghi e Ilaria Fontana, vicecapogruppo alla Camera del Movimento 5 stelle. Tutti hanno chiesto il ritiro del libro.

Lorenza De Kunovich, assessora all’Ambiente del comune di Belluno, ha detto che «ognuno può dire quello che vuole».

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