La macchina fotografica che vi serve
Se volete più di una compatta ma meno di un'ingombrante reflex digitale, forse quella buona è questa

Se volete più di una compatta ma meno di un'ingombrante reflex digitale, forse quella buona è questa

Ho preso la mia vecchia (ma tecnicamente perfetta) fotocamera medio formato a pellicola - un apparecchio fine anni cinquanta - e l'ho resa digitale [Continua]

Un video di Cooph mostra l’evoluzione delle tecniche fotografiche in undici ritratti della stessa modella: dall'immagine prodotta con una pinhole camera alle foto fatte con lo smartphone.


Una società della Silicon Valley sta lavorando a una tecnologia che potrebbe cambiare il modo in cui facciamo le foto


Gli Espaces d'Abraxas sono apparsi in film come “Hunger Games”, ma per visitarli è meglio avere una guida, l'unica che c'è

Un letto gonfiabile per ospiti adattabili, della carta da parati anni Settanta e un balsamo per gatti, per citarne alcune

Sono state montate negli ambienti della mostra sul Settecento, dove un visitatore era inciampato squarciando un quadro


«Nella mia camera, guardavo l’immagine del nostro pianeta sopra la testa. Chissà quando era stata scattata. Potevo benissimo esserci anch’io in quella foto, ma non ne avrei mai avuto la certezza»

Fu scattata nel 1945 e divenne famosissima, ma prima ci furono dubbi sulla sua autenticità, poi una ricerca decennale sui soldati ritratti

In Italia le storie di dipendenza da finti profili online riguardano migliaia di persone di ogni età, genere e professione

Superate in tutto dagli smartphone, sono state riscoperte dai giovani affascinati dall'estetica dei primi anni Duemila e ora sono di nuovo in giro

Cioè dell'alpinista morto insieme a George Mallory mentre per primi cercavano di raggiungere la cima dell'Everest nel 1924: il ritrovamento potrebbe risolvere uno dei più grandi misteri dell'alpinismo

Finora i tentativi di registrare le opere prodotte con i software di intelligenza artificiale sono falliti, anche perché sono esse stesse delle probabili violazioni

«La discarica di Dandora in Kenya, la più grande dell'Africa orientale, ha preso forma intorno a regole precise: come nei gironi infernali più si va verso il centro, più ci si avvicina al male, alle violenze, alla possibilità di un non-ritorno. Più si rimane all’esterno, nel primo girone, dove i materiali selezionati vengono lavati e pressati in modo da creare le balle di rifiuti da consegnare alla mafia, più si rimane vicini alla terraferma. C’è un piccolo ponte che si sopraeleva sul fiume e, come Caronte, porta dentro l’inferno della discarica dove donne e bambini lavorano chine tra i rifiuti tra centinaia di marabù»


«Era lo scrittore nazionale. E lo è tutt’ora. A chi gli ha chiesto il motivo della relativa libertà in cui i comunisti gli avevano consentito di lavorare, ha risposto: "Mi proteggeva la mia notorietà. Hanno detto, invece, che sono stato un protetto di Hoxha. È un’accusa ridicola. Se c’è qualcosa che mi ha difeso questa è stata, ripeto, la mia popolarità, in Albania come all’estero, e Hoxha, che non era uno sciocco, sapeva che per l’immagine di un Paese era più negativo mandare in carcere uno scrittore che massacrare gli abitanti di un villaggio…" Di Enver Hoxha, Kadare, dopo la caduta del comunismo, ha scritto che era “pazzo”, "crudele, ma forse più ottuso che crudele, assurdo di un’assurdità metafisica". Eppure nel 1988 definì il libro Il nostro Enver "Uno dei libri più importanti di storia politica che sia stato pubblicato nel nostro Paese nell’epoca del socialismo"»
