Una criptovaluta è crollata tutto intorno a Javier Milei
Il presidente argentino l'ha prima promossa, poi ci ha ripensato e in 40mila hanno perso tutto

Il presidente argentino l'ha prima promossa, poi ci ha ripensato e in 40mila hanno perso tutto

Erano funzionari e politici diventati critici verso il presidente: del loro allontanamento si è occupata sua sorella Karina

Nelle ultime settimane ha annunciato diverse misure simili a quelle adottate dal presidente statunitense, tra cui uscire dall'OMS e forse dagli accordi di Parigi sul clima


A un anno dall'inizio del suo mandato, il presidente argentino ha ottenuto risultati economici fuori dall'ordinario, come era stata tutta la sua campagna elettorale

Il presidente argentino, che ha buoni rapporti con Giorgia Meloni, aveva i nonni calabresi

Politici come Georgescu, Bardella o Kennedy Jr. si comportano più come influencer che come candidati, e questo piace molto agli utenti e all'algoritmo




Che mercoledì è stata approvata dal Senato con il voto decisivo della presidente e adesso tornerà alla Camera: durante le proteste ci sono state decine di persone ferite e arrestate

Finora ha governato solo per decreto, e non è riuscito a far passare nessuna delle sue riforme in parlamento: ora ci prova cambiando capo di gabinetto


È stato organizzato da Vox e c'erano vari suoi alleati, fra cui Giorgia Meloni e il presidente argentino Javier Milei, le cui parole hanno causato una piccola crisi diplomatica

Ha bloccato trasporti, scuole, banche e negozi per protestare contro le riforme economiche e del mercato del lavoro volute dal presidente ultraliberista

«Eppure Maradona vive. E vive moltissimo nelle contraddizioni innumerevoli di una città e di un paese. Arrivato in un’Argentina travolta da Javier Milei, presidente più liberista del più sfrenato liberista, mi ritrovo a vagare nella torrida estate. Ripercorro al contrario il muro nero dove trovano posto i nomi degli scomparsi. All’inizio le buttavano troppo vicino alla costa: i corpi riaffioravano a riva. Quindi si sono spinti più in là con l’aereo. Viene da chiedersi come sia stato possibile organizzare i Mondiali di calcio del 1978 in Argentina proprio in quel momento, quando il massacro era in corso»


Negli ultimi tempi il presidente argentino ha litigato con toni assai coloriti e violenti con molti leader di sinistra della regione, che molto spesso hanno ricambiato gli insulti


Non è chiaro quali funzionari dovranno andarsene: l'annuncio è stato fatto dopo che il presidente argentino Javier Milei ha insultato, di nuovo, il suo omologo colombiano Gustavo Petro, definendolo un «assassino terrorista»
