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Che ci faccio in un museo del sesso a Tokyo?
«Mi siedo al bar accanto a una coppia di turisti americani che conversano con il barman. C'è la statua di una donna che partorisce un gatto. Non provo più la sensazione di spaesamento dell’inizio. Tutto è vivo, allegro, esuberante. Tranne certe spiagge al tramonto, è uno dei posti più belli dove abbia mai bevuto un cocktail»

Non c’è al mondo un luogo che non faccia male
«Desideravo da anni andare a Klagenfurt, per quella mia fissazione di fermarmi davanti alle tombe delle scrittrici e degli scrittori che ho amato e parlar loro nella mia testa, ma accanto alle loro ossa, anzi alla polvere che sono tornati a essere. Volevo vedere dov’era nata, Ingeborg Bachmann, perché sempre voglio vedere il luogo di nascita di chi amo, soprattutto se lo ha abbandonato, se lo ha perduto. Sembra una scelta sua, invece è stata la Storia a decidere quell’esilio. Anche mio padre è un esiliato, come me. Anche per noi è stata la Storia a scegliere – ma chi la chiamerebbe così»









